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ORT OrchestradellaToscana ©MarcoBorrelli

Text Teresa Favi

October 7, 2021

ORT: 2021-22 season at Teatro Verdi

16 symphony concerts highlighting the nouvelle vague of international classical music

Le nuova stagione dell'Orchestra della Toscana (ORT) al Teatro Verdi di Firenze è firmata dal nuovo direttore artistico, Daniele Rustioni, 38 anni e un fascino che non si impara, che arriva con un programma incentrato sulla "nouvelle vague" di musicisti e direttore a cui le stagioni internazionali danno molto credito, ma che invece da noi stenta a farsi largo. Giovani preparatissimi, cosmopoliti, agguerriti sul piano culturale, presenti sui social in maniera non banale (e non soltanto auto promozionale), che credono nella vocazione rivoluzionaria del repertorio classico.

Daniele Rustioni all'ORT

Ecco il programma in sintesi mentre più avanti potete leggere le caratteristiche salienti di ciascuna serata e dei suoi protagonisti:

  • 8 ottobre - inaugura John Axelrod

john axelrod

  • 22 ottobre - sul podio c'è Daniel Cohen

  • 29 ottobre - la pianista Leonora Armellini e il direttore Jonathon Heyward in Concerto op.15 di Beethoven, Sinfonia in do maggiore di Bizet e Affreschi danteschi di Lamberto Curtoni

  • 5 novembre - Markus Stenz Lustspielouvertüre di Ferruccio Busoni e la Lustspielouvertüre e la suite delle musiche di scena per la messinscena del Borghese gentiluomo di Molière di Strauss

  • 12 novembre - Alpesh Chauhan con il violoncellista Pablo Ferrández Concerto per violoncello di Elgar, la quarta Sinfonia di Brahms e Forse seimila miglia lontano di Alberto Cara.

  • 21 novembre ( ore 17.00) - James Conlon dirige l'ottavo quartetto per archi dedicato nel 1960 "alle vittime del fascismo e della guerra" di Dmitrij Šostakovič.

Ort, teatro verdi, firenze

  • 24 dicembre (ore 17.00) - E' il concerto di Natale con Nil Venditti, le Symphonic Dances (2015) di Fazil Say, due ouverture da opere buffe rossiniane (La Cenerentola e Il barbiere di Siviglia) e il Concerto per violino di Mendelssohn.

  • 12 gennaio - Kazushi Ono, Pavane di Fauré e Le tombeau de Couperin di Ravel, l'Idillio di Sigfrido di Wagner eil Concerto per violino di Schumann.

  • 27 gennaio - William Chiquito, Divertimento K.136 di Mozart, arrangiamento della Partita in si minore di Bach dovuto a Mario Castelnuovo-Tedesco, e la trascrizione di Gustav Mahler del quartetto di Schubert La morte e la fanciulla.

  • 10 febbraio - Giovanni Sollima violoncello , Concerto per violoncello e orchestra Fecit Neap 17

  • 23 febbraio - Lorenza Borrani, violino, due sinfonie di Haydn e due pagine in cui Bruno Maderna

  • 15 marzo - Ryan McAdams, Strum di Jessie Montgomery, Sinfonia Scozzese di Mendelssohn e il Concerto n.2 di Saint-Saëns con Pietro De Maria, pianista.

  • 6 aprile - Andrea Battistoni, dirige il Notturno di Giuseppe Martucci (1901), L'uccello di fuoco di Stravinskij, il Divertimento per Fulvia di Casella e la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov.

  • 14 aprile - Donato Renzetti, dirige la Sinfonia Dal nuovo mondo di Dvořak, le Danze di Galánta di Zoltán Kodály, le Due invenzioni di Bruno Bettinelli.

  • 5 maggio - la violinista Lorenza Borrani, il violoncellista Enrico Dindo e il pianista Pietro De Maria, sono i protagonisti del Concerto dell'Albatro che Giorgio Federico Ghedini

  • 13 maggio - Erina Yashima l'Eroica di Beethoven e il Concerto per violino di Max Bruch.

8 ottobre - inaugura John Axelrod, discepolo di Leonard Bernstein che prima di darsi completamente al podio è stato manager di gruppi rock e boss di un'azienda di vini in California. Dotato di una comunicativa straordinaria, si confronta con il pezzo nuovo di Richard Danielpour dedicato a Dante, la Sinfonia n.4 di Schumann, che ebbe una gestazione ultradecennale, faticosissima, e il Concerto per violoncello di Antonín Dvořák, banco di prova virtuosistico per ogni violoncellista che si rispetti; in questo caso Enrico Dindo.

22 ottobre - sul podio c'è Daniel Cohen, attualmente direttore musicale del Teatro di Darmstadt dopo aver lavorato a lungo come assistente di Pierre Boulez a Lucerna. Per lui, immersione nella classicità viennese con la Sinfonia n.2 di Beethoven, nel folklore ungherese riletto a metà del secolo scorso dal Concert Românesc di György Ligeti, figura cardine della Nuova Musica, e nel ciclo di canzoni Les illuminations che Benjamin Britten ricavò nel 1939 dall'omonima raccolta di Arthur Rimbaud.

29 ottobre - la pianista padovana Leonora Armellini, classe 1992, e il direttore americano Jonathon Heyward. Insieme, qui, per il Concerto op.15 di Beethoven, il primo pubblicato dal compositore tedesco. Al solo Heyward spetta invece la Sinfonia in do maggiore di un giovane Bizet e gli Affreschi danteschi, commissionati dall'ORT a Lamberto Curtoni, compositore-violoncellista a cui piace contaminarsi con altre musiche e ha collaborato con Franco Battiato, Michelangelo Pistoletto, Piergiorgio Odifreddi, Tiziano Scarpa.

5 novembre - torna all'ORT il tedesco Markus Stenz che conosce bene la Toscana (per molti anni direttore artistico del Cantiere di Montepulciano) e maneggia a occhi chiusi la musica dell'ultimo secolo. Per lui una pagina rara di Ferruccio Busoni, la Lustspielouvertüre, pensata a fine Ottocento come pezzo introduttivo a una commedia ideale, e la suite delle musiche di scena che, nel 1911, Richard Strauss compose a corredo di una messinscena del Borghese gentiluomo di Molière allestita dalla compagnia di prosa diretta dal grande regista Max Reinhardt.

12 novembre - il direttore Alpesh Chauhan e il violoncellista Pablo Ferrández. L'uno, nato a Birmigham nel 1990 e cresciuto in una famiglia numerosa dove si intrecciano radici africane e indiane, attualmente Ospite Principale a Düsseldorf e direttore Associato a Glasgow, nonché direttore musicale dell’Opera di Birmingham. L'altro, nato a Madrid nel 1991, suona uno Stradivari concessogli in comodato da una fondazione nipponica. Insieme, affrontano il Concerto per violoncello dell'inglese Edward Elgar. Mentre al solo Chauhan spetta l'ultima Sinfonia di Brahms, la quarta, e la première del pezzo di ispirazione dantesca Forse seimila miglia lontano di Alberto Cara.

21 novembre ( ore 17.00) - James Conlon, stella autentica già alla guida dell'Opéra di Parigi, attualmente della Filarmonica di Los Angeles e della Baltimora Symphony. A Firenze il maestro statunitense di origini lucane, si confronta con una delle pagine più drammatiche di Dmitrij Šostakovič, l'ottavo quartetto per archi dedicato nel 1960 "alle vittime del fascismo e della guerra".

24 dicembre (ore 17.00) - ritorna Nil Venditti, giovane promessa italo-turca alla Turchia si rivolge, presentando le Symphonic Dances (2015) di Fazil Say, pianista e compositore geniale. Completano il programma due ouverture da opere buffe rossiniane (La Cenerentola e Il barbiere di Siviglia) e il Concerto per violino di Mendelssohn. Lo suona la russa Alina Ibragimova, classe 1985, una che si è formata in due scuole che sfornano talenti superlativi, la Gnesin di Mosca e la Yehudi Menhuin in Inghilterra.

12 gennaio - punta di diamante tra le bacchette nipponiche, Kazushi Ono. Classe 1960, oggi si divide fra Tokyo e la Orquestra Simfònica de Barcelona i Nacional de Catalunya. In questo concerto punta su due periodi storici che molto gli si addicono: il romanticismo tedesco e la musica francese tra decadentismo e neoclassicismo. E dunque, la Pavane di Fauré e Le tombeau de Couperin di Ravel più l'Idillio di Sigfrido di Wagner e l'enigmatico Concerto per violino scritto da Schumann poco prima di finire in manicomio.

27 gennaio - William Chiquito, da qualche mese primo violino dell'ORT, cui è dato il compito di guidare gli archi. Lui, colombiano arrivato a studiare alla Scuola di Fiesole grazie a una borsa di studio finanziata dall'artista Fernando Botero, suo compatriota, è stato per diverse stagioni violino di fila nell'orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. In programma il Mozart adolescente del Divertimento K.136, un arrangiamento della Partita in si minore di Bach dovuto a Mario Castelnuovo-Tedesco, fiorentino che a causa delle leggi razziali dovette fuggire in America dove si guadagnò da vivere scrivendo colonne sonore per Hollywood, e la trascrizione firmata Gustav Mahler del quartetto di Schubert La morte e la fanciulla.

10 febbraio - un asso del violoncello guida gli archi dell'ORT. Giovanni Sollima , uno che trasforma i concerti in esperienze travolgenti di spettacolo facendo sì che il suo strumento prenda vita, reciti, canti, danzi, piroetti, volteggi. In questo concerto rende omaggio all'arte di colui che l'ha svezzato alla musica: suo papà Eliodoro (scomparso nel 2000). Ma presenta anche il proprio Concerto per violoncello e orchestra Fecit Neap 17, dove mixa memorie del barocco napoletano ad atmosfere orientali.

23 febbraio - l'ORT è nelle mani di Lorenza Borrani, talento violinistico germogliato alla Scuola di Fiesole e poi sbocciato nell'Orchestra Mozart di Claudio Abbado, da cui ha imparato la pratica di concertare la musica tra pari, senza direttore. Lungo questa via ha dunque sviluppato la sua attività, costituendo la 'comune' orchestrale Spira Mirabilis e mettendosi spesso alla testa di orchestre australiane, svizzere, norvegesi, della Philharmonique di Radio France e del Mozarteum di Salisburgo. Con l'ORT gioca a ping pong tra antico e moderno, accostando due sinfonie di Haydn con due pagine in cui Bruno Maderna, compositore scomparso nel 1973, rielabora una serie di pagine inglesi per tastiera d'epoca elisabettiana (Music of Gaity) e alcuni dei pezzi presenti nella prima stampa musicale della storia, l'antologia Odhecaton impressa a Venezia da Ottaviano Petrucci nel 1501.

15 marzo - arriva Ryan McAdams, maestro americano che dirige Strum di Jessie Montgomery, violista e didatta che ha ideato questa pagina per suonarla lei stessa con il gruppo da camera degli Sphinx Virtuosi, che sostiene la crescita culturale e professionale di giovani strumentisti afroamericani e latinos. Per il resto, pagine ottocentesche: la Sinfonia Scozzese di Mendelssohn e il Concerto n.2 di Saint-Saëns, lavoro squisito che porta di nuovo a collaborare con l'ORT Pietro De Maria, pianista dalla tecnica preziosa, uno degli ultimi allievi della scuola di Maria Tipo.

6 aprile - opportunità di ascoltare il veronese Andrea Battistoni, ora direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di Tokyo. Nel 2012, a ventiquattro anni, ha battuto un record, quello di più giovane direttore mai scritturato dalla Scala, dove ha diretto “Le nozze di Figaro” di Mozart. L'ORT lo chiama per un programma centrato sul Novecento: il Notturno di Giuseppe Martucci (1901), L'uccello di fuoco di Stravinskij, il Divertimento per Fulvia di Casella e la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov.

14 aprile - Donato Renzetti, direttore stabile dell'ORT tra la fine degli anni '80 e i primi del '90, quando l'orchestra era appena nata e si chiamava Regionale Toscana. Per questa rimpatriata dirige la Sinfonia Dal nuovo mondo di Dvořak, le Danze di Galánta di Zoltán Kodály, le Due invenzioni di Bruno Bettinelli, compositore con cui a Milano hanno studiato decine di grandi musicisti da Abbado a Muti, e perfino Gianna Nannini.

5 maggio - la violinista Lorenza Borrani, il violoncellista Enrico Dindo e il pianista Pietro De Maria, sono i protagonisti del Concerto dell'Albatro che Giorgio Federico Ghedini compose nel 1945 ispirandosi al passo di Moby Dick in cui viene descritto l'incontro, sulla tolda del Pequod, con un albatro, qui raccontato dalla voce recitante di Giovanni Scifoni. Sul podio Alessandro Cadario, direttore ospite principale dell'Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, a lungo impegnato nei tanti progetti di inclusione sociale per ragazzi provenienti da situazioni svantaggiate promossi in Italia dalla rete del “Sístema”, il rivoluzionario progetto latinoamericano diffuso in Itala da Claudio Abbado.

13 maggio - Erina Yashima, direttrice di nazionalità tedesca che ha studiato a Ravenna con Riccardo Muti. Da allora Muti l'ha scelta per lavorare come bacchetta assistente alla Chicago Symphony. Oggi è assistente di Yannick Nézet-Séguin alla Philadelphia Orchestra. Si presenta con l'Eroica di Beethoven e il Concerto per violino di Max Bruch. Ne è solista Stefan Milenkovich (serbo, ma di origini italiane dal lato materno) che, prima di diventare un nome di rilievo nei cartelloni internazionali, è stato, a fine anni Ottanta, bambino prodigio invitato a suonare di fronte a Reagan, a Gorbaciov, a Giovanni Paolo II.

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