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18 Dicembre 2019

Il Nuovo Museo dell’Opera del Duomo di Firenze

I grandi artisti del Rinascimento, in un solo grande museo

Il Museo dell’Opera del Duomo conserva la maggiore collezione al mondo di scultura del Medioevo e del Rinascimento fiorentino. 750 opere tra statue e rilievi in marmo, bronzo e argento, tra cui capolavori dei maggiori artisti del tempo: Michelangelo, Donatello, Arnolfo di Cambio, Lorenzo Ghiberti, Andrea Pisano, Antonio del Pollaiolo, Luca della Robbia Andrea del Verrocchio e molti altri ancora.

Oltre 200 opere visibili per la prima volta al pubblico dopo il restauro, tra queste la Maddalena di Donatello, la Porta Nord di Lorenzo Ghiberti per il Battistero di Firenze e i ventisette pannelli ricamati in oro e sete policrome su disegno di Antonio del Pollaiolo.

In questo maestoso Museo trovano posto anche molte opere mai viste prima o conservate nei depositi per decenni, come le quindici statue trecentesche e quasi settanta frammenti della facciata medievale del Duomo.

Fondato nel 1881, negli ambienti trecenteschi dove Michelangelo scolpì il David, per raccogliere le opere eseguite nei secoli per i monumenti della Cattedrale di Firenze, lo storico Museo dell’Opera del Duomo presentava uno spazio insufficiente per ospitare la vasta collezione, in buona parte costituita da opere monumentali.

Per questo nel 1997 l’Opera di Santa Maria del Fiore ha acquistato un grande fabbricato attiguo al museo. Dall’unione dei due edifici è nato il nuovo Museo dell’Opera del Duomo che dispone di quasi 6.000 metri quadri di superficie espositiva, più che raddoppiata rispetto al passato, e 25 sale su tre piani, alcune delle quali di enormi dimensioni.

Uno spettacolare allestimento del museo finalmente in grado di valorizzare capolavori unici al mondo come la Pietà di Michelangelo, la Maddalena e i Profeti di Donatello, le Cantorie di Luca della Robbia e Donatello, le leggendarie Porta del Paradiso e Porta Nord di Lorenzo Ghiberti del Battistero di Firenze.

Al centro del museo la spettacolare Sala dell’Antica facciata, dove su un lato è stato realizzato un colossale modello in scala 1:1 dell’antica facciata del Duomo di Firenze realizzata da Arnolfo di Cambio a partire dal 1296, mai finita e distrutta nel 1587. Davanti a questa titanica quinta, ricostruita sulla base di un disegno cinquecentesco, saranno collocate 40 statue del Tre e primo Quattrocento originariamente realizzate per la facciata da artisti quali Arnolfo di Cambio, Donatello e Nanni di Banco.

Sul lato opposto della sala, la Porta del Paradiso (1425-52) chiamata così da Michelangelo “che tornerà a occupare una posizione frontale rispetto all’antica facciata del Duomo, ricostruendo un rapporto visivo e iconografico perso oltre 400 anni or sono”, afferma Timothy Verdon.

A fianco della Porta del Paradiso la celebre Porta Nord del Battistero di Firenze, e in futuro anche la Porta Sud di Andrea Pisano, che è stata restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure con dei risultati eccezionali al di là di ogni aspettativa: sotto lo sporco e le incrostazioni superficiali è riemersa la splendida doratura originale, ancora presente dopo sei secoli, nei rilievi scultorei delle 28 formelle, nelle testine di Profeti e Sibille e nel bellissimo fregio a motivi vegetali brulicante di piccoli animali.

Accanto alla sala dell’Antica Facciata, le sale che ospitano le opere di maggiore impatto spirituale della raccolta: la Maddalena penitente di Donatello e la Pietà di Michelangelo (1547-1555). Quest’ultima è una delle opere più misteriose del grande artista: forse destinata al suo monumento funebre, Michelangelo in preda allo sconforto tentò di distruggerla a martellate. La Maddalena (1453-55), capolavoro di Donatello e del primo Rinascimento fiorentino, rappresenta una donna anziana divorata dagli anni e dalle penitenze, così esile da reggersi appena sui piedi. Allo stesso momento la figura sprigiona una grande forza interiore nello sguardo pieno di tenerezza e devozione.

Al piano superiore la Galleria del Campanile di Giotto, lunga 36 metri, con le 16 statue a grandezza naturale - tra cui gli straordinari profeti di Donatello Abacuc, Geremia, il Profeta Imberbe e Il Sacrificio di Isacco - e le 54 formelle che adornavano il campanile. Questa sala, come quella al piano superiore delle stesse dimensioni, presenta delle aperture da cui si vede l’imponente modello della facciata arnolfiana del Duomo, in un continuo dialogo visivo.

Un museo nel museo è la Galleria della Cupola del Brunelleschi (1418-1436), sempre al primo piano, con i modelli lignei del Quattrocento, tra cui quello attribuito allo stesso Brunelleschi, materiali e attrezzi dell’epoca utilizzati per la costruzione della Cupola e la maschera funebre del grande architetto. Completano la sala, due grandi modelli lignei della Lanterna e della Cupola realizzati dall’architetto Franco Gizdulich.

Pochi passi e si entra nella Galleria delle Cantorie di Donatello e Luca della Robbia con i due grandi pergami realizzati tra il 1431 e il 1439 per il Duomo; accanto una sala ottagonale con i 25 rilievi dal coro cinquecentesco realizzato da Baccio Bandinelli e la sala dell’Altare d’argento dove sono esposte le opere che facevano parte del “Tesoro del Battistero”.

Al secondo piano del museo, un’altra galleria, ospita opere del tardo Cinque e primo Seicento relative agli sforzi dei Medici per “modernizzare” la Cattedrale: grandi modelli lignei per la nuova facciata del Duomo, a sostituzione di quella smantellata nel 1587, di Bernardo Buontalenti, Giovan Antonio Dosio, Gherardo Silvani, nonché statue effimere e dipinti realizzati per le nozze del granduca Ferdinando I alla principessa Cristina di Lorena nel 1589.

Alla fine della galleria una piccola stanza da cui si gode una vista mozzafiato sulla Cupola del Brunelleschi, come al terzo piano, dove si apre una meravigliosa terrazza panoramica all’aperto, tra i tetti di Firenze.

Da non perdere.

Indirizzo: Piazza del Duomo, 9, 50122 Firenze
Telefono: 055 230 2885
Orari: Tutti i giorni dalle 09:00 alle 19:30

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