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giuseppe bezzuoli a palazzo pitti
1 Aprile 2022

Le mostre da vedere in primavera a Firenze

Da Donatello a Palazzo Strozzi e al Bargello a Giuseppe Bezzuoli a Palazzo Pitti: tutti gli appuntamenti da segnare in agenda

Tutti gli appuntamenti da non perdere in primavera a Firenze:

  • Donatello, il Rinascimento. Curata da Francesco Caglioti, professore ordinario di Storia dell’Arte medievale presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, la mostra - visibile fino al 31 luglio - ricostruisce lo straordinario percorso di Donatello a confronto con capolavori di artisti a lui contemporanei quali Brunelleschi e Masaccio, Mantegna e Giovanni Bellini, ma anche successivi come Raffaello e Michelangelo e illumina questo artista con una luce inedita, eliminando quella patina di abitudine alla perfezione con cui troppo spesso avvolgiamo alcuni capolavori. 130 opere tra sculture, dipinti e disegni con prestiti unici, alcuni dei quali mai concessi prima, provenienti da oltre cinquanta tra i più importanti musei e istituzioni internazionali, la mostra si snoda in due sediPalazzo Strozzi e il Museo Nazionale del Bargello. Si inizia dagli esordi e dal dialogo con Brunelleschi. Si procede poi attraverso i luoghi in cui Donatello ha lavorato (Siena, Prato e Padova, oltre a Firenze). Conclude la mostra una speciale sezione dedicata all’influenza di Donatello sugli artisti a lui successivi, tra cui Raffaello, Michelangelo e Bronzino, testimoniando così l’importanza capitale della sua opera per l’evoluzione dell’arte italiana.

Donatello - Madonna col Bambino 1410-1415 circa

Refik Anadol ©photo Ela Bialkowska OKNO studio

  • Le tre Pietà di Michelangelo. Fino al 1 agosto per la prima volta un'esposizione mette a confronto, vicina l'una all'altra, nella sala della Tribuna di Michelangelo del Museo dell'Opera del Duomo, l'originale della Pietà Bandini, di cui è da poco terminato il restauro, e i calchi della Pietà Vaticana e della Pietà Rondanini provenienti dai Musei Vaticani. La mostra è un progetto che vede eccezionalmente coinvolti i Musei Vaticani, il Museo dell'Opera del Duomo, il Museo Novecento di Firenze, il Castello Sforzesco di Milano. Collocate una vicina all'altra, le tre Pietà offriranno l'opportunità di studiare l'evoluzione dell'arte di Michelangelo nonché la sua maturazione spirituale, dalla prima giovinezza - quando a Roma scolpì per l'antica San Pietro l'opera ora nella navata laterale nord della Basilica - alla sua ultima stagione, quando, ormai vecchio, mise mano alla Pietà oggi a Firenze e poi alla Pietà Rondanini conservata a Milano.

Pietà Bandini

Donne in equilibrio, mostra Ferragamo

  • Dal 18 maggio al 31 luglio 2022 Palazzo Strozzi presenta Let’s Get Digital!, nuovo progetto espositivo che porta negli spazi della Strozzina e del cortile la rivoluzione dell’arte degli NFT e delle nuove frontiere tra reale e digitale attraverso le opere di artisti internazionali quali Refik Anadol, Anyma, Daniel Arsham, Beeple, Krista Kim Andrés Reisinger.

  • Nel cuore di Palazzo Vecchio, all’interno del Salone dei Cinquecento, la grande tela di Pelizza da Volpedo Il Quarto Stato (1898-1902), una delle più celebri opere pittoriche realizzate tra Otto e Novecento, è visibile fino al 30 giugno.

Giuseppe Pellizza da Volpedo The Fourth Estate -Il Quarto Stato

  • Fino al 5 ottobre 2022, il loggiato interno del Museo Novecento sarà trasformato in occasione della mostra Architettura e Generosità, un progetto che esplora il mondo intimo e progettuale di Alfonso Femia e dei suoi Atelier(s) a partire dalla rappresentazione della Balena. Circa 30 opere tra cui modelli e maquette in ceramica, oltre al Bestiario Mediterraneo ideato da Alfonso Femia nel 2011 in occasione del progetto delle OGR di Torino e realizzato dal Maestro ceramista Danilo Trogu, che da sempre accompagna questo viaggi.

Alfonso Femia - Museo del Novecento

  • La mostra Oro di Fabrizio Plessi è visibile a Firenze al nuovo Rifugio Digitale fino al 31 maggio: in via della Fornace 41, sotto al piazzale Michelangelo e a due passi dall'Arno. Un nuovo spazio espositivo all'interno di una antica galleria che fu usata come rifugio antiaereo nel 1943, come luogo di difesa per i civili dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e che oggi si propone come luogo dedicato alla promozione dell'arte digitale, dove l’architettura, il design, la fotografia, il cinema, la letteratura e tutte le altre molteplici forme artistiche ed espressive trovano la propria dimensione dialogando tra loro.

Rifugio Digitale - Mostra Oro di Fabrizio Plessi

  • A Palazzo Medici Riccardi fino al 13 settembre 2022 è possibile visitare la mostra Oscar Ghiglia. Gli anni di Novecento. L’esposizione, a cura di Leonardo Ghiglia, Lucia Mannini e Stefano Zampieri è promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da MUS.E in collaborazione con l’Istituto Matteucci di Viareggio e offre la possibilità di conoscere un grande artista del Novecento italiano.

Oscar Ghiglia Tavola imbandita 1908

  • Dopo la riapertura delle Sale del Duecento e del Trecento, a febbraio è stata inaugurata la sala del Colosso. Oggetto, a partire dall’ottobre 2020, di imponenti interventi di restauro architettonico-strutturale, di climatizzazione e di un restyling completo dell’allestimento, presenta oggi nuovo impianto di illuminazione, di ultima generazione, studiato per esaltare le opere esposte insieme al particolarissimo colore blu scelto per le pareti. La sala del Colosso è il primo grande ambiente che si incontra nel percorso espositivo del museo, caratterizzata, al centro, dall’imponente bozzetto in terra cruda del Ratto delle Sabine, capolavoro del Giambologna, e ospita la collezione della pittura fiorentina del Quattrocento e del primo Cinquecento. Per rendere più godibile la visione di queste opere, è stata creata una nuova saletta, a cui si accede attraverso quella del Colosso, dedicata nello specifico al Quattrocento, in cui trovano una perfetta collocazione capolavori come il cosiddetto Cassone Adimari dello Scheggia e la Tebaide di Paolo Uccello, finalmente leggibili in tutti i loro meravigliosi dettagli. È prevista per la primavera inoltrata la conclusione dei lavori alla Galleria dell'Accademia, con il nuovo allestimento completo.

sala del colosso

  • Fino al 26 giugno e dal 6 settembre al 27 novembre l’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti ospiterà K(C)ongo, Fragments of Interlaced Dialogues. Subversive Classifications, la prima mostra personale di Sammy Baloji in Italia. Nella mostra - arricchita dalla produzione di due nuove opere site-specific per le sale dell’Andito degli Angiolini, Palazzo Pitti - si intrecciano motivi e narrazioni ricavati da oggetti che arrivavano dai Regni Kongo (odierne Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo e Angola) a partire dal XVI secolo, ora custoditi a Palazzo Pitti e in vari musei.

  • Le lussuose sale della Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti ospitano fino al 5 giugno la prima grande esposizione monografica mai dedicata ad uno dei protagonisti della pittura romantica dell’Ottocento: il fiorentino Giuseppe Bezzuoli. La mostra presenta oltre 130 tra dipinti, sculture e disegni, che raccontano la carriera del Bezzuoli e l’arte del suo tempo. Molti anche i prestiti da musei e collezioni italiani e stranieri. Il percorso parte dagli esordi neoclassici del pittore fino a giungere alla piena maturità, quando al culmine della fama egli crea alcuni capolavori della grande pittura romantica italiana: l’Ingresso di Carlo VIII a Firenze, Il ripudio di Agar, l’Eva tentata dal serpente.

Giuseppe Bezzuoli a Palazzo Pitti

  • Fino al 2 ottobre 2022 al Museo Stibbert, troviamo la mostra Giallo allo Stibbert, che vuole oltrepassare il mero fatto di cronaca ed aprire una riflessione sull’opera d’arte, sulle passioni che suscita, e di conseguenza sul valore che le attribuiamo. Il valore simbolico del patrimonio artistico è da sempre universalmente riconosciuto, infatti l’appropriazione di opere d’arte come bottino di guerra è una pratica che risale ai primordi della civiltà e che si è perpetuata sino ai nostri giorni. Uno degli obbiettivi di questa mostra, realizzata grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, oltre a gettare nuova luce sulla vita del Museo Stibbert, è anche cercare di sensibilizzare il pubblico sull’importanza della tutela e della salvaguardia dei beni culturali.

  • Fino al 7 settembre 2022 Filippo de Pisis, Giulio Paolini e Luca Vitone si incontrano al Museo Novecento, in un progetto espositivo sorprendente e originale. Tre mostre personali, separate ma interconnesse, che danno vita a un gioco di specchi e di confronti tematici.

Filippo De Pisis, Natura morta, 1926, olio su cartone, Courtesy Gerolamo e Roberta Etro, Photo credit Manusardi Studio Fotografico Milano

  • Sempre alla Galleria dell'Accademia, fino al 19 giugno è visibile la mostra a cura di Cecilie Hollberg che ruota intorno all’effigie in bronzo di Daniele da VolterraPer la prima volta saranno esposti in un’unica sede tutti gli esemplari antichi dei busti in bronzo di Michelangelo, attribuiti a Daniele da Volterra, affrontando così il complesso rapporto tra originali e derivazioni.

Michelangelo l’effigie in bronzo di Daniele da Volterra

  • La collezione di 78 icone russe, raccolta a Firenze già dai Medici e soprattutto dai Lorena nel corso del Settecento e del secolo successivo, la più antica del genere al mondo al di fuori della Russia stessa, trova posto nel cuore di Firenze, nella reggia di Palazzo Pitti, dove è esposta in maniera permanente a partire da gennaio 2022. Si tratta di quattro grandi sale con affreschi seicenteschi affacciate sul cortile al piano terra di Palazzo Pitti: appena restaurati, questi spazi entrano ora a far parte del normale percorso di visita della reggia. Riaperta anche la suggestiva, elegantissima Cappella Palatina, con gli affreschi ottocenteschi di Luigi Ademollo, ora interamente restaurata e visitabile tutti i giorni. 

Cappella Palatina

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