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Fondazione Romano, Firenze
16 Dicembre 2019

La Fondazione Romano a Firenze

Un mix di mistero e di passione per l’arte a tutto tondo

Salvatore Romano racchiude in sé un mix di mistero e di passione per l’arte a tutto tondo (da Giotto, Simone Martini, Masaccio, Filippino Lippi, Domenico Beccafumi e Giambologna. Napoletano, era andato a Genova per diventare ingegnere navale ma l’incontro con un maestro di violino gli fece scoprire la sua vocazione estetica. All’inizio del ‘900, tornato a Napoli, commerciò in violini, poi allargò i suoi orizzonti all’arte. Entrò in stretto contatto con la cerchia colta e raffinata dei mercanti fiorentini, e ne fu così attratto che pochi anni dopo si trasferì a Firenze. Aveva una straordinaria capacità di riconoscere le qualità artistiche degli oggetti e per molti anni, senza clamore, si dedicò a raccogliere e commerciare oggetti d’arte, spesso capolavori caduti nell’oblio.

Fondazione Romano, Firenze

Antichità di ogni genere e di qualsiasi epoca. Ma non entrò mai nel clan degli antiquari: rifuggiva dalla mondanità, tanto che della sua vita se ne sa ben poco. Nel 1939 sistemò la sua collezione acquistando due piani del palazzo Magnani Feroni in via dei Serragli, che divenne la sua personale e singolare galleria d’arte. Riservata a pochi, in più molti degli oggetti raccolti negli anni rimasero imballati nelle casse in cui erano stati sistemati all’acquisto. 

Il mistero delle casse – sculture, frammenti di decorazioni, affreschi staccati e arredi provenienti da varie regioni italiane, fra l’antica età romana e XVII secolo – fu svelato solo nel 1946 quando Romano decise di regalare settanta delle opere che vi erano rinchiuse al Comune di Firenze perché fossero esposte nel trecentesco Cenacolo di Santo Spirito

La raccolta, che costituisce la Fondazione Salvatore Romano, conserva il suggestivo allestimento di gusto ornamentale ed evocativo realizzato dal collezionista e rappresenta una testimonianza diretta della sensibilità artistica di questo antiquario che ebbe rapporti con i più importanti collezionisti e direttori di musei del suo tempo.

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