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Rothko a Firenze, exhibition views, Palazzo Strozzi, Museo di San Marco, Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze, 2026. Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio
7 Aprile 2026

Le mostre da vedere assolutamente a Firenze

Tutti gli appuntamenti da non perdere

Tutti gli appuntamenti con l'arte da non perdere a Firenze.

Rothko a Firenze (fino al 23 agosto)

La grande mostra dedicata a Rothko curata dal figlio Christopher Rothko ed Elena Geuna si terrà a Palazzo Strozzi fino al 23 agosto.. L'esposizione presenta oltre 70 opere, incluse tele iconiche e monumentali, che esplorano il legame dell'artista con il Rinascimento fiorentino, includendo sedi satellite al Museo di San Marco e alla Biblioteca Medicea Laurenziana.

Mark Rothko, No. 3/No. 13, 1949

Baselitz. AVANTI! (fino al 13 settembre)

Il Museo Novecento di Firenze presenta Baselitz. AVANTI!, una grande mostra dedicata a uno dei protagonisti assoluti dell’arte contemporanea, realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista. Per la prima volta in Italia un progetto espositivo di ampio respiro che mette al centro una dimensione fondamentale e spesso meno esplorata della pratica di Georg Baselitz: l’incisione. Distribuita sui tre piani del museo, la mostra riunisce circa 170 opere, tra stampe, dipinti e sculture, restituendo la complessità e la radicalità di una ricerca che attraversa oltre sessant’anni di lavoro. Le opere selezionate raccontano la varietà dei temi affrontati dall’artista e ribadiscono la sua idea di arte come processo, trasformazione e gesto sovversivo, lontano da ogni forma di armonia rassicurante.

BASELITZ Museo Novecento

Mario Ceroli. Mito e materia (fino la 29 maggio)

La prima antologica dedicata al maestro allestita in Italia dalla Galleria Tornabuoni, sede di Firenze (Lungarno Benvenuto Cellini, 3) dopo l’importante rassegna monografica alla GNAMC a Roma, conclusasi lo scorso gennaio, che ne ha confermato il suo ruolo nel panorama artistico contemporaneo. Il rapporto tra Tornabuoni Arte e Ceroli ha radici consolidate nel tempo: la galleria a Parigi gli ha dedicato due mostre personali nel 2010 e nel 2022 e oggi, partendo da questo assunto, l’esposizione a Firenze ripercorre le tappe principali della carriera di Ceroli, protagonista della scena artistica romana, dagli anni Sessanta al 2000. La mostra riunisce quaranta opere - tra sculture e installazioni, insieme alle classiche silhouettes in legno, materiale prediletto dall’artista - significative del suo percorso, caratterizzato da una grande libertà immaginativa e dalla sua ricerca creativa. All’interno della mostra Squilibrio, del 1988, in una versione più piccola in bronzo, ispirata al celebre disegno dell’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, una delle invenzioni più emblematiche di Ceroli, quasi un suo “logo”, esplicita dichiarazione di tridimensionalità. Realizzate tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta, si trovano una serie di opere in tavolato ligneo (pino di Russia), protagonisti delle quali sono gli eroi del mito greco e i guerrieri, in particolare i cicli ispirati ai celebri Bronzi di Riace, emersi dal mare della Calabria nel 1972, come il bellissimo Interno tempio (I Bronzi di Riace), 1981, o dello stesso anno, Ritratto di guerriero, tecnica mista e foglia d’oro su legno, che conferma il suo costante riferimento all’antichità e alla grande tradizione classica.

Mario Ceroli 1 - Archivio Mario Ceroli

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti a Palazzo Medici Riccardi (fino al 25 agosto)

Negli anni Venti Firenze fu uno dei centri più dinamici della cultura artistica italiana, distinguendosi come laboratorio creativo nel campo delle arti decorative, della moda e del design, in dialogo con le grandi capitali internazionali. Questo periodo di grande fermento è al centro della mostra Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti, in programma fino al 25 agosto 2026 a Palazzo Medici Riccardi. L’esposizione racconta la vivacità culturale del decennio attraverso una ricca selezione di opere – tra ceramiche, arredi, gioielli, tessuti, abiti e manifesti – che testimoniano l’incontro tra tradizione e innovazione. Il percorso mette in luce protagonisti e manifatture d’eccellenza, da Gio Ponti a Galileo Chini, da Thayaht a Ferragamo e Gucci, evidenziando il ruolo di Firenze nel panorama nazionale e internazionale e il contributo decisivo di quegli anni alla costruzione dell’identità moderna della città.

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti (ph. Nicola Neri)

Ottone Rosai. Poeta Innanzitutto (fino al 4 ottobre)

La mostra al Museo Novecento prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze, 1895 – Ivrea, 1957), restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo. Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti. La mostra costituisce inoltre un importante tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz, a breve protagonista di una grande mostra al Museo Novecento. Baselitz è infatti un grande estimatore di Ottone Rosai, che ebbe modo di scoprire le opere dell’artista fiorentino durante il suo primo soggiorno a Firenze nel 1965.

Ottone Rosai Ph Leonardo Morfini

Toulouse-Lautrec. Un tuffo nella Parigi della Belle Époque al Museo degli Innocenti (fino al 7 giugno 2026)

Il Museo degli Innocenti di Firenze accoglie una grande mostra dedicata a Henri de Toulouse-Lautrec, maestro assoluto della Belle Époque e simbolo della Parigi di fine Ottocento. Oltre 170 lavori dell’artista francese, provenienti da Amburgo e da Albi – la sua città natale – saranno esposti insieme a oggetti d’arredo, documenti e manufatti originali, oltre a opere di altri protagonisti dell’epoca. Il percorso espositivo conduce il pubblico in un’immersione totale nella Montmartre di fine secolo, tra i celebri manifesti dai colori intensi, i vivaci caffè-concerto e l’energia irresistibile della vita notturna parigina. La rassegna, ideata e realizzata da Arthemisia con il Museo degli Innocenti, Cristoforo, l’Ernst Barlach Museumsgesellschaft Hamburg e BridgeconsultingPro, porta la firma curatoriale del Dr. Jürgen Doppelstein, con Gabriele Accornero project manager della collezione.

©Henri de Toulouse-Lautrec, Jane Avril

Da Palasport a Forum: la storia del Nelson Mandela Forum in 40 anni di manifesti

Da Palasport a Forum: la storia del Nelson Mandela Forum in 40 anni di manifesti è una mostra che racconta quattro decenni di vita culturale, sociale e civile di Firenze attraverso 200 manifesti originali. L’esposizione ripercorre la storia dell’impianto fiorentino dal 1985, anno dell’inaugurazione come Palasport Firenze, fino a oggi, evidenziandone l’evoluzione in Nelson Mandela Forum, spazio simbolo di incontro tra arti, sport, culture e impegno civile. Dai grandi concerti internazionali – da Ray Charles a Paul McCartney, passando per James Brown, Bob Dylan, Eric Clapton, Vasco Rossi e molti altri – agli spettacoli teatrali e musicali, con protagonisti come Roberto Benigni, il trio Panariello–Conti–Pieraccioni, il Cirque du Soleil e Notre Dame de Paris. La mostra ricorda anche eventi sportivi, iniziative sui diritti umani, incontri civili e il ruolo cruciale del Forum durante l’emergenza Covid, quando divenne il principale hub vaccinale della Toscana. Ogni manifesto è accompagnato da una targa che riporta tutte le date degli artisti e degli eventi ospitati, trasformando l’esposizione in un vero archivio della memoria collettiva. Visitabile gratuitamente, la mostra celebra il Mandela Forum come luogo multifunzionale, inclusivo e profondamente legato alla città, capace di rinnovarsi nel tempo senza perdere la propria identità.

Mostra manifesti ©Marco Borrelli

Cera una volta. I Medici e le arti della ceroplastica agli Uffizi (fino al 12 aprile)

Fino al 12 aprile 2026 le Gallerie degli Uffizi presentano Cera una volta. I Medici e le arti della ceroplastica, la prima grande mostra dedicata alle collezioni fiorentine di scultura in cera tra XVI e XVII secolo. L’esposizione, allestita nei nuovi spazi al piano terreno e curata da Valentina Conticelli, Andrea Daninos e Simone Verde, riporta alla luce un’arte raffinata e a lungo marginalizzata, valorizzata dai Medici come espressione di altissimo virtuosismo. Circa 90 opere, tra cui capolavori di Gaetano Giulio Zumbo, ricostruiscono una storia dimenticata, restituendo piena dignità artistica alla ceroplastica.

Cera una volta. I Medici e le arti della ceroplastica

Oceani. David Doubilet a Villa Bardini (fino al 12 aprile 2026)

Per la prima volta a Firenze, National Geographic presenta una grande mostra dedicata a David Doubilet, leggendario fotografo subacqueo americano e pioniere dell’esplorazione degli oceani. Allestita a Villa Bardini e promossa da Fondazione CR Firenze e Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo, l’esposizione raccoglie oltre 80 immagini che raccontano la straordinaria bellezza e fragilità della vita sottomarina. Il percorso si snoda in undici sale tematiche, ispirate al gioco di contrasti che caratterizza la tecnica “over/under” inventata da Doubilet – capace di catturare in un solo scatto ciò che accade sopra e sotto la superficie del mare. Le sezioni si alternano tra warm/cold, bright/dark, threat/care, many/few, offrendo un viaggio emozionante tra ecosistemi oceanici di tutto il mondo: dai Caraibi all’Australia, dall’Indonesia all’Antartide. Attraverso i suoi scatti, Doubilet – affiancato dalla moglie e biologa marina Jennifer Hayes – invita a riflettere sulla necessità di proteggere gli oceani e sulla connessione profonda che unisce l’uomo alla natura.

Oceani. David Doubilet

Icone di potere e bellezza al Museo Archeologico Nazionale di Firenze (fino al 14 giugno 2026)

La mostra analizza lo sviluppo storico dell’uso delle immagini per la celebrazione, la conservazione e la trasmissione del potere imperiale. L’esposizione, curata da Daniele Federico Maras e Barbara Arbeid, rispettivamente direttore e curatrice del Museo fiorentino, presenta 20 oggetti antichi di forte valore simbolico provenienti dalle raccolte medicee, riuniti attorno a quattro teste di bronzo dorato a grandezza naturale: tre ritratti imperiali provenienti dal Museo di Santa Giulia a Brescia, gestito dalla Fondazione Brescia Musei, e una testa di Venere dalle antiche collezioni granducali. In particolare, si possono ammirare medaglioni e monete (aurei, sesterzi, denari, assi) che veicolavano il ritratto imperiale come simbolo e garanzia della continuità del potere, ma anche gemme, anelli e collane d’oro, destinati a un uso “privato”, ma non meno ricco di significato simbolico, e una splendida testa d’aquila a grandezza naturale, simbolo della maestà di Giove.

Museo Archeologico Nazionale

Le mostre dell'autunno

Broken. La forza del frammento (dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027)

La Fondazione Palazzo Strozzi presenta Broken. La forza del frammento, una grande mostra che esplora il tema del frammento dall’archeologia all’arte contemporanea, celebrando il potere evocativo e il fascino che ha esercitato nell’uomo dall’antichità al presente. A cura di C. D. Dickerson e Andrew Sears e organizzata in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington, dove sarà presentata nella primavera del 2027, l’esposizione riunisce oltre novanta opere di diversi secoli e contesti culturali, che mettendo in luce tanto la forza formale del frammento quanto le complesse vicende storiche che racchiudono. La selezione attraversa le civiltà antiche dell’Egitto, della Mesoamerica, dell’Etruria e della Grecia, per estendersi alle culture premoderne o della prima età moderna, dal Perù alla Cambogia. Accanto a capolavori del passato, sono inoltre presentate opere di artisti moderni e contemporanei che hanno assunto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive, tra cui Auguste Rodin, Alberto Giacometti, Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Francesco Vezzoli e Danh Vo. La mostra indaga le ragioni e le circostanze che hanno determinato la rottura o la frammentazione di sculture, dalle iconoclastie antiche e moderne alle guerre, dal vandalismo a calamità e forze della natura. Il percorso conduce attraverso momenti cruciali della storia, dai naufragi dell’antichità alla Riforma protestante, dalla Seconda guerra mondiale all’alluvione che colpì Firenze nel 1966, permettendo un’ampia riflessione sul valore politico che queste opere hanno acquisito con la loro rottura o frammentazione. La mostra è organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, e dalla National Gallery of Art, Washington.

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