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Caterina Metti dettaglio

text: Virginia Mammoli

28 Aprile 2020

L'immaginario illustrato di Caterina Metti ai tempi del Coronavirus

Il sesto disegno d'autore de Le illustrazioni di firenzemadeintuscany.com

Caterina Metti è una illustratrice emergente di Calenzano, il cui talento è stato fiutato fin dall’Australia, dove si trova la casa editrice Red Paper Kite, per la quale di recente ha illustrato due libri per l’infanzia: Snoozette (2019) e The Lost Moustache (2020).

I pirati della sua ultima fatica, THE LOST MOUSTACHE


Per Le illustrazioni di firenzemadeintuscany.com, da buona cittadina in lockdown, ha scelto un mondo che sta esplorando negli ultimi tempi, a fianco della tecnica tradizionale che rimane la sua forma d’espressione privilegiata.
“Questa volta, non potendomi muovere da casa per scansionare il lavoro, ho voluto optare per il digitale. Lavoro poco in digitale, è stata una vera e propria avventura e scoperta!”, ci racconta.

"Libro, Olio e Pomodoro". La resilienza al tempo del Coronavirus secondo Caterina Metti


Ed eccolo qua! Libro, Olio e Pomodoro: “Con questa illustrazione ho voluto mostrare quelli che per me sono due strumenti fondamentali per apprendere la resilienza, la Cultura e l’importanza delle parole. In questo tempo sospeso proporrei di nutrirci di cultura, di assorbire la cultura in modo diverso, riscoprendo in essa la nostra individualità. E allora per me i libri si affettano come il pane, si mangiano le colline sopra Firenze assaporandone il ricordo con la prospettiva di poterle rivederle presto.”

Caterina Metti, "stagione di caccia"


I suoi materiali preferiti sono la carta da acquerello e gouache, utilizzando occasionalmente le matite per definire i contorni. Anche la grafite occupa un posto di importante nei suoi lavori, utilizzata spesso come base su cui stendere il colore, che risulta estremamente materico. Uno dei protagonisti delle sue illustrazioni, insieme a un tratto estremamente personale.

Caterina Metti, "dog laughing"

Non ha fatto studi artistici, ma racconta di aver avuto un ottimo “mentore”, l’illustratore fiorentino Andrea Ricciardi di Gaudesi. “È stato proprio in quel periodo che ho vissuto più da vicino e con più assiduità Firenze. Da lui era come andare a bottega, il suo insegnamento è stato darmi soprattutto un’impronta, un approccio alla materia dell’illustrazione rispetto alla quale ero acerba, e molte nozioni di bel disegno, alle quali ero sempre pronta a trasgredire in qualche punto.”

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