Parco di Pinocchio a Collodi: dove la fiaba più amata del mondo torna a vivere
Tra arte, natura, installazioni storiche e percorsi interattivi, un viaggio nel cuore toscano del burattino di Carlo Collodi
"C'era una volta... - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. / No ragazzi, avete sbagliato: c'era una volta un pezzo di legno". Inizia così la storia di Pinocchio, il burattino più famoso del mondo. Pinocchio è un personaggio strettamente legato a Firenze e, più in generale, alla Toscana. Carlo Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini, nasce infatti a Firenze il 24 novembre 1826, ma cresce a Collodi, un piccolo paesino tra Pistoia e Lucca, da cui trae lo pseudonimo con cui firma, nel 1881, Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, pubblicato inizialmente a puntate sul Giornale per i bambini di Ferdinando Martini e poi integralmente nel 1883 dall’editore Felice Paggi di Firenze. Passano trent’anni prima che un critico francese ne riconosca la grandezza, e solo nel 1937 Benedetto Croce lo definisce un capolavoro assoluto, sia pure nella “minore” letteratura per l’infanzia. Da allora, l’opera è stata pubblicata in 187 edizioni e tradotta in 260 lingue e dialetti.
Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino - Carlo CollodiPerché Pinocchio è strettamente legato alla Toscana
Le avventure di Pinocchio, o più semplicemente Pinocchio, come l’ha reso noto il film d’animazione della Walt Disney del 1940, è un testo strano e bizzarro, soprattutto se riletto da grandi, pieno di immagini surreali e simboliche, ma anche di modi di dire toscani ironici e raffinati. Pare che, inizialmente, l’autore non avesse intenzione di scrivere un racconto per ragazzi. Pinocchio, il cui nome fu preso dalla Fonte del Pinocchio esistente nel Medioevo vicino Colle Val d’Elsa, originariamente era una marionetta e moriva impiccato a seguito dei tanti errori commessi. La storia è poi stata cambiata e perfezionata, regalandoci il capolavoro che conosciamo, un romanzo che affascina tutti i bambini, perché inevitabilmente si rivedono nel personaggio di Pinocchio, un personaggio sempre contemporaneo e pieno di vita, che commette tanti errori e fatica a comprendere e affrontare il mondo dei grandi.
L’autore, come il suo romanzo, è un personaggio vivace e inquieto, propenso all’insubordinazione. Primogenito di una numerosa e sventurata famiglia (dei dieci figli, sei muoiono in tenera età), Carlo vive a Castello, alle porte di Firenze, presso la famiglia del fratello Paolo, allora direttore della manifattura Ginori di Doccia, dove diventa giornalista e scrittore dal carattere spiritoso. Per questo l’ambientazione di Pinocchio serpeggia tra le località fiorentine di Castello, Peretola, Osmannoro e Sesto Fiorentino, quasi sicuramente all’epoca del Granducato di Toscana, per i riferimenti ai quattrini e agli zecchini. I continui riferimenti al mare che da quelle parti non c’è mai stato sono forse perché dove oggi c'è la pista dell'aeroporto di Peretola, fino all'inizio degli anni Trenta era una zona acquitrinosa, spesso soggetta ad allagamenti.
Il film del 2002, invece, Roberto Benigni decise di girarlo a Castelfalfi, colpito dalla bellezza del paesaggio, dalla vastità degli spazi, ma anche dalla sua miracolosa resistenza allo scorrere del tempo. Cappello a punta bianco e casaccone corto sopra le ginocchia, Benigni lavorava spesso fino a tarda sera per sfruttare i giochi di ombre e di luci naturali delle colline, dei campi arati e delle molte case coloniche. Sul set c’era fermento ogni giorno: Benigni, i suoi tecnici, gli attori - una carovana di duecento persone -, chilometri di fili, luci, camion e attrezzature varie. Nel 2019 Benigni è tornato sul set di Pinocchio, nei panni di Geppetto, con il regista Matteo Garrone. Alcune scene del nuovo film sono state girate nelle campagne senesi di Sinalunga.
Carlo Collodi, però, ha frequentato le elementari a Collodi, dove la madre faceva la cameriera per l’illustre casato toscano dei Garzoni Venturi – la cui tenuta a Collodi era rimasta appunto uno dei ricordi più cari del piccolo Carlo.
Giardino GarzoniAlla scoperta del Parco di Pinocchio a Collodi
È proprio a Collodi, in provincia di Pistoia, che è stato realizzato il Parco di Pinocchio. La genesi del parco è ricostruita in fonti istituzionali: nel 1953 viene bandito un concorso nazionale per un progetto artistico-architettonico dedicato al burattino; nel 1956 il nucleo originario viene realizzato con Pinocchio e la Fata di Emilio Greco e con la Piazzetta dei Mosaici di Venturino Venturi, entro un impianto progettato dagli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi.
Nel 1962 nasce la Fondazione Nazionale Carlo Collodi. Secondo il Comune di Pescia la scelta istituzionale contribuisce a far evolvere il parco come realizzazione culturale permanente, non come sola impresa turistico-commerciale.
Percorso Monumentale di Pinocchio
Vale la pena visitare il parco nato dallo stesso immaginario della favola. È un posto connotato infatti da una strana magia, la stessa del libro, che risiede in una formula di rara semplicità: il mondo della fantasia non conosce età. Le due opere d’ingresso, il bronzo di Greco e la Piazzetta dei Mosaici di Venturi, funzionano da prologo, poi l’itinerario alterna incontri nel verde e scene abitabili. La logica è far interagire adulti e bambini davanti a 21 sculture in bronzo e acciaio del Novecento, in un connubio fra arte e ambiente. Il Percorso Monumentale prosegue, infatti, raccontando gli episodi più celebri del racconto attraverso sculture bronzee di Pietro Consagra, come il Carabiniere, al quale bisogna passare sotto le gambe, e il Gatto e la Volpe, i noti furfanti che raggirano il burattino. Da qui si arriva alla Casa della Fata Turchina, una casina realizzata con bottiglie di vetro che risplendono sotto i raggi del sole, e poi ancora alla monumentale scultura del Pescecane, una delle attrazioni più iconiche e amate. Fedele al libro originale di Collodi, il mostro marino è rappresentato come un enorme pescecane in muratura che zampilla acqua a intervalli regolari. Si può entrare nella sua bocca tra denti aguzzi e salire sulla testa per una vista panoramica sul giardino.
Parco di PinocchioMuseo Interattivo di Pinocchio
L’estensione più rilevante per la visita contemporanea è il Museo Interattivo di Pinocchio, realizzato nel 2019, che usa multimedialità e gioco per ripercorrere luoghi chiave del racconto. Tutti possono partecipare attivamente a costruire la fiaba di Pinocchio: aiutare Geppetto a trovare il tronco che nasconde Pinocchio, acciuffare il grillo parlante, comporre il burattino, attraversare il bosco della Fata per giungere al campo dei miracoli dove raccogliere gli zecchini d'oro.
Teatrino Meccanico di Pinocchio e Teatro dei Burattini
Un’altra attrazione accattivante è il Teatrino Meccanico di Pinocchio, che risale al periodo tra le due guerre mondiali. Lungo il suo perimetro viene ripercorsa la storia di Pinocchio con i personaggi in latta, una volta mobili. All'interno è stata riprodotta la postazione dell'Omino di Burro, il perfido personaggio che adescava i bambini per portarli al Paese dei Balocchi, attendendo che si trasformassero in somari per poi venderli.
Il Teatro dei Burattini, invece, presenta le nuove avventure di Pinocchio rivisitate con l’aiuto di pupazzi che si affacciano dal sipario. Lo spettacolo ha una durata di 10 minuti nei quali l'attenzione dei bambini è catturata dalle peripezie del burattino, tutto in dialetto toscano.
Parco di PinocchioGiostre d’epoca e Giochi di Pinocchio
Nel Parco sono presenti anche delle Giostre d'epoca, gratuite per i bambini, costruite prima del 1950, due delle quali ancora funzionanti, che conservano la loro struttura originale e tutta la poesia e l’ingenuità dei divertimenti di una volta. Sulle giostre possono accedere bambini dai 3 anni compiuti ai 12 anni.
Sempre per il divertimento dei più piccoli, oltre alla scacchiera gigante e al labirinto di Pietro Porcinai, troverete i Giochi di Geppetto, un’area di strutture in legno dove ci si può scatenare, la Grotta dei Pirati e il Gioco dell’Oca di Pinocchio, realizzato con piastrelle di ceramica dipinta a mano da Eugenio Taccini: un divertimento tradizionale ridisegnato, dove potrete mettervi in gioco in prima persona come pedine o girando la ruota che assegna i punteggi.
Museo e Sala del Grillo Parlante
Due spazi che arricchiscono l’esperienza sono il Museo del Parco e la Sala del Grillo Parlante, che ospitano sempre mostre tematiche su Pinocchio. Qui è presente la Biblioteca Virtuale, dove tutti i visitatori possono consultare, attraverso tavoli interattivi touch-screen, testi e immagini tratti dalle edizioni di Pinocchio di tutto il mondo.
Parco Avventura
Nel parco sono presenti anche due percorsi avventura: Vola sul Fiume, dove i giovani visitatori potranno lanciarsi sospesi nel vuoto sopra il fiume, nella massima sicurezza, imbragati e sorretti da un cavo di acciaio continuo che elimina ogni rischio; e Nave Corsara, un veliero dove i più piccoli possono immaginare di essere pirati alla conquista di tesori nascosti e terre lontane. È presente anche un caratteristico ponte tibetano, che si può percorrere da una sponda all’altra del fiume.
Parco di PinocchioCasa delle Farfalle
"La farfalla, si dice, non sa cos'è il dolore. Vive un giorno felice e poi per sempre muore." Così diceva il personaggio di Medoro nel celebre film di Pinocchio del 2002 di Roberto Benigni. Rappresenta una visione poetica della farfalla come simbolo di leggerezza, felicità effimera e assenza di sofferenza. Per questo molti visitatori abbinano la visita al Parco di Pinocchio al Giardino Garzoni, dove la natura generosa e spontanea del parco diventa maestosamente educata. Stupendo teatro di giochi e trionfi d’acqua del ‘700, che ha suscitato l’invidia di principi e re, oggi il Giardino è arricchito da una splendida Casa delle Farfalle, che ospita centinaia di farfalle grandi e colorate, originarie delle zone tropicali o equatoriali. Un’antica tradizione vuole che la visita al Giardino sia propizia a tutti gli innamorati. Parco e Giardino sono aperti tutti i giorni dalle 9 al tramonto. Le farfalle sono dichiarate presenti dal 15 marzo al 19 ottobre, mentre nei mesi invernali la struttura opera come serra tropicale/centro didattico di insetti.
Come raggiungere il Parco di Pinocchio da Firenze
Il Parco di Pinocchio di Collodi è a circa 50 minuti di auto da Firenze. Prendete l’autostrada A11 Firenze-Mare in direzione Pisa Nord, uscite a Chiesina Uzzanese e seguite le indicazioni per Pescia e, successivamente, per Collodi. A Collodi sono disponibili ampi parcheggi a pagamento vicino all’ingresso del Parco. Si può raggiungere anche in treno dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella con un treno regionale in direzione Lucca/Viareggio, scendendo alla stazione di Pescia. Dalla stazione di Pescia, prendere la navetta o l’autobus di linea UO3 per Collodi.