I migliori chef di Firenze

I migliori chef di Firenze
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08Novembre2019

I volti degli stellati michelin 2020 nella nostra città

Sono uomini e donne, prima che chef, sono menti culinarie capaci di risplendere come stelle nel firmamento della grande cucina mondiali, In assoluta simbiosi con la città che li culla, Firenze, vi presentiamo, tra nuove entrate e grandiosi classici, i volti stellati Michelin 2020.

Annie Feolde, Enoteca Pinchiorri
Tre Stelle Michelin

Il trait d’union tra la cultura italiana e quella francese è alla base del sodalizio tra Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde che in 46 anni di lavoro appassionato hanno creato un qualcosa di unico. Imperdibile l’esplorazione delle proposte di Annie Feolde e della sua brigata di cucina guidata dallo Chef Riccardo Monco. Così come la cantina, caratterizzata da due carte dei vini, italiana e internazionale, e da una serie di degustazioni uniche nel loro genere, per un totale di oltre 4000 etichette.

 

Vito Mollica, Il Palagio, Four Seasons Hotel Firenze
Una Stella Michelin

Il ristorante del Four Seasons Hotel Firenze, una stella Michelin, è il regno dell’Executive Chef Vito Mollica. Nato in Basilicata ma cresciuto in Lombardia, è Executive Chef e Director of F&B Four Seasons Firenze. Nella splendida cornice del Palazzo della Gherardesca, affacciato sull’omonimo giardino, dove la terrazza offre l’alternativa per incantevoli pranzi e cene all’aperto. L'obiettivo dello chef pluripremiato? di «costruire esperienze speciali per gli ospiti, che restino salde nella memoria. Perché al Four Seasons non si viene solo per bere e per mangiare bene».

Claudio Mengoni, Borgo San Jacopo
Una Stella Michelin

Affacciato sulle rive dell'Arno, offre un'esperienza di alta gastronomia e un panorama memorabile sul Ponte Vecchio. Dopo la stella con Peter Brunner, l'ascesa di Borgo San Jacopo non si ferma con la cucina di Claudio Mengoni che è pronto a far conoscere la sua filosofia di gusto vera e sincera dove i suoi ingredienti trovano creatività e rigore, senza compromessi. Sapori, colori e forme si fondono nelle sue mani per diventare piatti memorabili, dal sapore concreto. 

Marco Stabile, Ora D'Aria
Una Stella Michelin

Marco Stabile: timidezza e genio, una affabilità che ti sorprende piatto dopo piatto e una sapienza che non gode mai dei risultati raggiunti ma si spinge sempre un po’ più lontano. Primo chef ad aggiudicarsi una stella, dopo il pilastro di Enoteca Pinchiorri. A 9 anni dal riconoscimento della stella Michelin, L’Ora d’Aria continua a occupare un meritato posto nella rosa di ristoranti che guidano la scena gastronomica fiorentina. Nuove ricette, nuovi ingredienti e una ricerca costante portano la carta a subire continue trasformazioni, che avvengono però dopo una valutazione attenta da parte dello chef, sempre concentrato nel delineare i tratti, attraverso il suo lavoro, della “nuova cucina toscana”.

Karime López, Gucci Osteria
Una Stella Michelin (New Entry)

A meno di due anni dall’apertura, Gucci Osteria da Massimo Bottura ottiene la sua prima stella Michelin. A brillare nella cucina del ristorante stellato fondato da Massimo Bottura, è Karime López, chef di origini messicane che ha iniziato la sua carriera al Sant Celoni di Santi Santamaria, due stelle Michelin, per poi proseguire nei templi della gastronomia di Noma a Copenaghen, tre stelle Michelin, Ryugin a Tokyo, Pujol a Città del Messico, Mugaritz in Spagna e Central Restaurante a Lima e infine nella leggendaria Osteria Francescana di Bottura.

Rocco de Santis, Santa Elisabetta di Hotel Brunelleschi
Una Stella Michelin (New Entry)

Lo chef Rocco de Santis ha un curriculum notevole, che va dai grandi nomi della ristorazione campana – Gennaro Esposito, in primis, ma anche Pino Lavarra all’epoca del Rossellini’s, Andrea Aprea al Comandante dell’hotel Romeo a Napoli e Pierfranco Ferrara al Faro di Capo d’Orso – alla collaborazione come chef de partie con Georges Blanc a Vonnas. Da ognuno di loro, lo chef ha appreso una lezione importante per la sua cucina al Santa Elisabetta, l’elegante ristorante gourmet dell’Hotel Brunelleschi, per cui cura tutta la proposta gastronomica. La sua è una cucina che si esprime attraverso tanti piatti. Tra i must il Raviolo Fondente e la triglia in crosta di pane.  

Filippo Saporito, La Leggenda dei Frati
Una Stella Michelin

Siamo all’interno di Villa Bardini a Firenze. Ed è qui che si esprime una cucina totale in cui la bellezza del pasto non risiede solo nel cibo ma nell’armonia scaturita dall’incontro tra arte e cucina. Filippo Saporito ne è chef e patron, seguito fedelmente dalla moglie Ombretta, al suo fianco fin dai tempi della scuola alberghiera, ed è tra i fornelli di un grande stellato toscano, Arnolfo, che l’esperienza professionale più fondante che ha fatto da spartiacque nella carriera dello chef. 

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