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G.B. Giorgini and the origins of Made in Italy

text Neri Fadigati

11 Gennaio 2023

G.B. Giorgini and the Origins of Made in Italy, il libro che racconta la nascita del Made in Italy

La storia di Giovanni Battista Giorgini, padre della moda italiana, e di un sogno diventato realtà

Pochi uomini hanno la fortuna di capire fin da bambini quale sia la propria missione nella vita, sono uomini speciali. Giovanni Battista Giorgini era tra questi. È a lui, alla sua straordinaria vita e alla nascita della moda italiana che è dedicato il nuovo volume G.B. Giorgini and the Origins of Made in Italy (acquistabile QUI). Un coffee table book, edito da Gruppo Editoriale in collaborazione con Polimoda, realizzato con i materiali dell’Archivio Giorgini, nelle cui pagine il racconto a più voci fatto da giornalisti e esperti internazionali si alterna ad affascinanti foto storiche e documenti inediti, che svelano come diventò ‘Ambasciatore del Made in Italy’ prima e ‘padre della moda italiana’ poi, con tutti i retroscena della leggendaria sfilata del febbraio 1951 a Villa Torrigiani - che sarebbe dovuta avvenire a New York - e l’inizio delle scintillanti sfilate in Sala Bianca a Palazzo Pitti.

G.B. Giorgini and the Origins of Made in Italy, edito da Gruppo Editoriale

Una pubblicazione rivolta non solo agli appassionati che desiderano scoprire tutto su questo importante pezzo di storia italiana, ma soprattutto agli studenti di moda e ai giovani stilisti, che grazie all’attento lavoro del Polimoda sull’Archivio Giorgini, in queste pagine possono trovare i capi che hanno fatto grande la moda italiana e i modelli, alcuni dei quali hanno compiuto 70 anni, che risultano ancora oggi di grande attualità. Con firme come Simonetta, Schuberth, Fontana, Marucelli, Veneziani, Fabiani, Galitzine, Emilio Pucci, Roberto Capucci, Valentino e molti altri.

Alcune immagini dal libro G.B. Giorgini and the origins of Made in Italy, Schuberth (1956) Alcune immagini dal libro G.B. Giorgini and the origins of Made in Italy, Fabiani (1957 - ph. R. Relang)

Nella sua non comune intuizione, Giorgini fu aiutato dall’educazione famigliare, dall’esempio degli antenati e soprattutto dall’investitura ricevuta a soli otto anni dal suo omonimo prozio, che gli disse “Bista ti lascio il mio nome, fagli onore”. Compito non facile, avendo lui, tra i tanti titoli, anche quello di padre della Patria, in quanto relatore della legge di unificazione nazionale approvata il 17 marzo 1861.

Alcune immagini dal libro G.B. Giorgini and the origins of Made in Italy, Valentino (1963)

Fu così che il nostro Bista - avevano lo stesso soprannome - si mise in testa che il suo scopo era quello di fare il bene dell’Italia. Non potendo intraprendere la carriera diplomatica a causa della prematura morte del padre lasciò la provincia, per la precisione Forte dei Marmi, dove era nato nel 1898, e si trasferì a Firenze. Nella città dell’arte, dell’artigianato e del commercio, aprì un ufficio esportazione. Erano i primi anni ’20 del Novecento. Bista mise insieme un campionario dei nostri migliori prodotti artigianali: vetri di Murano, statuette di Capodimonte, ceramiche di Bassano e Faenza, paglie, argenti, pelletteria fiorentina e partì carico di bauli. Per vent’anni il buying office Giorgini servì i maggiori department store americani, canadesi e non solo.

giorgini

Nell’autunno del 1944, il Comando delle forze alleate gli affidò il compito di aprire il negozio di articoli da regalo riservato ai militari. Prese in affitto un grande spazio nel centro della città e creò degli stand dove gli artigiani potevano lavorare oltre a esporre il prodotto finito. Cosa che oggi va molto di moda. E a proposito di moda, poco più tardi, decise che era arrivato il momento di promuovere l’abbigliamento italiano; togliendo il monopolio del settore ai francesi. Parigi esercitava ancora un grande fascino oltreoceano, ma la sua moda era elaborata, pomposa e soprattutto cara. I buyer non vedevano l’ora di trovare abiti semplici e portabili con cui riempire le vetrine dei loro grandi magazzini, frequentati da giovani donne affaccendate tra lavoro e famiglia. Dopo l’occasione mancata della prima sfilata-evento che stava per organizzare al Brooklyn Museum, Bista non si lasciò abbattere. Riprese a viaggiare, questa volta per selezionare le migliori sartorie. Alcune si erano già fatte notare grazie alle riviste di moda, Harper’s Bazaar e Vogue, come Pucci e Simonetta. Altre vestendo o calzando le dive di Hollywood, come le sorelle Fontana e Ferragamo. Si arrivò così alla famosa prima sfilata di alta moda italiana organizzata da Giorgini in casa sua nel febbraio del 1951. Ma questa è una storia ormai nota. Così come lo sono le conseguenze di quell’evento, tuttora ben visibili. Negli anni ’80 con i gradi stilisti, Armani, Versace e molti altri, l’Italia diventa un Paese leader nella moda, tanto da imporre un proprio stile di vita oggi imitato, invidiato e ricercato in tutto il mondo.

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