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volterra
27 Luglio 2020

I parchi d'arte della Toscana

Quando la natura incontra l'opera dell'uomo e ne nasce una meraviglia

Collezioni private, parchi storici e installazioni uniche. Quando la natura incontra l'arte, nascono piccole e grandi perle che entrano nei cuori di grandi e piccini. Dalla nuova guida Toscana contemporanea, ecco i più belli parchi d'arte della nostra regione!

parco e fattoria DI CELLE - pistoia

Dai primi anni Ottanta è sede della straordinaria collezione Gori, considerata fra le più importanti raccolte d’arte ambientale al mondo, con opere appositamente create per il parco romantico e gli edifici annessi alla villa barocca e alla fattoria da un’ottantina di artisti di fama internazionale. Fra questi vanno ricordati Magdalena Abakanowicz, Daniel Buren, Loris Cecchini, Ian Hamilton Finlay, Dani Karavan, Joseph Kosuth, Sol LeWitt, Richard Long, Fausto Melotti, Robert Morris, Hidetoshi Nagasawa, Dennis Oppenheim, Claudio Parmiggiani, Giuseppe Penone, Jaume Plensa, Anne & Patrick Poirier, Richard Serra, Susana Solano, Alan Sonfist, Giuseppe Spagnulo, Mauro Staccioli, Costas Tsoclis. Nella realizzazione dei loro progetti l’ambiente ha smesso di essere un semplice contenitore diventando l’elemento integrante di ciascuna opera; in questo modo ogni opera realizzata a Celle esalta un particolare del luogo e assume valore nell’esserne parte (www.goricoll.it).

PARCO MUSEO DI VILLA LA MAGIA - quarrata

Il parco propone un intenso percorso fra installazioni realizzate appositamente per il luogo da importanti artisti come Daniel Buren, Maurizio Nannucci, Hidetoshi Nagasawa, Marco Bagnoli, Anne & Patrick Poirier, Fabrizio Corneli, che si integrano all’affascinante cornice verde della Villa Medicea riconosciuta dal “Patrimonio Unesco”. A partire dalla limonaia, passando per il giardino all’italiana e arrivando al laghetto nel parco, la collezione di opere si snoda attraverso un circuito praticabile dove le forme artistiche si coniugano allo “spirito del luogo” storico: materia di riflessione e di evocazione sensoriale per il visitatore (www.villalamagia.com).

PARCO MONUMENTALE DI PINOCCHIO - collodi

È il primo esempio di giardino d’arte contemporanea, inteso a commemorare la fiaba famosa in tutto il mondo e il suo autore, Carlo Lorenzini, nativo del paese che usava come proprio pseudonimo. Dai primi anni Cinquanta in un’ampia area verde sono state collocate le prime opere di scultura, come il monumento a Pinocchio e la Fata di Emilio Greco e la Piazzetta dei Mosaici di Venturino Venturi; nei due decenni successivi sono stati aggiunti elementi di architettura, come il Paese dei Balocchi di Giovanni Michelucci e il Grande Pescecane di Marco Zanuso, insieme a scenografie ambientali del noto architetto di giardini Pietro Porcinai. Concludono il percorso numerose sculture di Pietro Consagra (www.pinocchio.it).

PARCO Della padula - carrara

Recuperato alla fine del Novecento e adibito a parco d’arte contemporanea in occasione della XI Biennale di Scultura, curata nel 2002 dal collezionista d’arte ambientale Giuliano Gori, presenta in permanenza sculture e installazioni in marmo di artisti del calibro di Ian Hamilton Finlay, Dani Karavan, Sol LeWitt, Luigi Mainolfi, Mario Merz, Robert Morris, Claudio Parmiggiani. Dopo l’ultima edizione della Biennale apuana, realizzata nel 2010, il parco rappresenta un emblema della vocazione artistica della città del marmo, complementare al patrimonio di opere raccolte nel Museo delle Arti. Le opere nel parco costituiscono anche il primo museo di scultura contemporanea all’aperto di Carrara (www.musei.carrara).

LUOGHI D’ESPERIENZA - volterra

Il complesso dei Luoghi d’esperienza è un percorso di grandiose sculture ambientali realizzate dall’artista Mauro Staccioli, originario di Volterra e attivo a Milano, da dove si è affermato fra gli anni Settanta e Novanta in tutto il mondo. In occasione di un articolato intervento nella sua città natale, nel 2009 l’artista ha delineato un rapporto intimo e sensibile tra le forme “primarie” delle sue sculture in cemento o metallo, come cerchi, dischi, steli, e i profili caratteristici delineati nell’entroterra volterrano. Nel loro insieme, queste installazioni di Staccioli rappresentano una delle migliori sintesi fra arte e paesaggio in Toscana. Altre opere dell’artista si trovano a Celle, al Giardino di Spoerri e nel Chianti.

GIARDINO DEI TAROCCHI - garavicchio

È un monumentale parco di sculture ideato e realizzato a partire dal 1979 dall’artista Niki de Saint Phalle, avvalendosi in parte della collaborazione dello scultore Jean Tinguely, insieme al quale ha realizzato anche la fontana del Centre Pompidou a Parigi. Ispirato al famoso Parc Güell di Antoni Gaudì a Barcellona, il giardino si sviluppa come un percorso fra le 22 figure dell’esoterico gioco dei Tarocchi, rappresentate in altrettante sculture gigantesche e per lo più praticabili, secondo lo stile onirico e originale dell’artista che qui ha lavorato e vissuto fino alla morte nel 2002. Il padiglione d’ingresso al giardino è stato progettato, per la Fondazione che lo gestisce, dall’archistar Mario Botta (www.giardinodeitarocchi.it).

GIARDINO DI DANIEL SPOERRI - seggiano

Aperto nel 1997 come Fondazione autonoma, è stato ideato dal noto artista svizzero di origini rumene, oggi celebrato nei maggiori musei del mondo per le sue invenzioni: dal “quadro-trappola” alla Eat Art. Spoerri si è immerso per oltre due decenni nel paesaggio alle pendici del Monte Amiata, lontano dagli sterotipi della campagna toscana, dove ha realizzato varie opere e ha invitato artisti a lui vicini. Qui si possono ammirare più di cento installazioni di Spoerri e di autori di fama internazionale, come Eva Aeppli, Arman, Roberto Barni, Dani Karavan, Luigi Mainolfi, Aldo Mondino, Meret Oppenheim, Nam June Paik, Dieter Roth, Raphael Soto, Mauro Staccioli, Jean Tinguely, Roland Topor, Not Vital, Erwin Wurm (www.danielspoerri.org).

GIARDINO DI KURT LAURENZ METZLER - iesa

Il Giardino raccoglie dal 1995 una cinquantina di sculture intorno all’abitazione-studio dell’artista svizzero. L’autore ha usato il caratteristico paesaggio senese come spazio scenico per disporre teatralmente, in un unico complesso ambientale, il suo colorato campionario di figure umane intese a interpretare idealmente le relazioni fra l’uomo e il territorio. Le sculture sono realizzate per lo più in metallo (bronzo, ferro, alluminio) e sono vivacizzate da accese monocromie. I soggetti raffigurati, spesso fuori scala, sono ballerini o Icari, figure meccanizzate (Motor Menschen), lettori di giornali o “nevrotici metropolitani” (Stadtneurotiker), contrapposti alla quiete dell’ambiente toscano.

PARCO SCULTURE DEL CHIANTI - pievasciata

Il Parco raccoglie dal 2004 un complesso di opere nel bosco antistante alla vecchia fornace, su iniziativa privata dei coniugi Giadrossi. Collegati al progetto ambientale di trasformare Pievasciata in “borgo d’arte contemporanea”, gli interventi artistici risultano spesso iconici e colorati, in modo da stagliarsi nel contesto tradizionale e territoriale chiantigiano. Sono stati invitati artisti provenienti dai cinque continenti, che hanno utilizzato materiali diversi e lavorato in loco per fornire al visitatore un’ampia panoramica della varietà artistica nel mondo. Nel parco è stato creato anche un anfiteatro che ospita un denso programma di concerti estivi (www.chiantisculpturepark.it). 

SITE TRANSITOIRE - leonina

L’artista francese Jean-Paul Philippe ha realizzato nel 1993 un complesso monumentale in aperta campagna, con vista panoramica sul piccolo borgo di Mucigliani. Affascinato dalle cave di travertino e dalla campagna delle Crete senesi, Philippe ha concepito un “sito” con elementi che dialogano tra loro e con la natura: una sedia per accogliere il passante, una finestra orientata per ricevere l’ultimo raggio di sole al tramonto del solstizio d’estate, un labirinto. Attraverso la scultura l’artista ha creato una “archeologia interiore” dove affiorano tracce dei suoi incontri e dei suoi viaggi. Quest’opera “megalitica” è diventata un luogo unico, di passaggio e incontro tra artisti di discipline e orizzonti diversi.

Castello di Ama - GAIOLE IN CHIANTI


La collezione d’arte del Castello di Ama, dove si producono Grandi Vini di Terroir, è ambientata in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza e focalizzata su due nozioni fondamentali: l’installazione in situ e il rapporto con il genius loci. Le opere realizzate da Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Giulio Paolini, Kendell Geers, Anish Kapoor, Chen Zhen, Carlos Garaicoa, Nedko Solakov, Cristina Iglesias, Louise Bourgeois, Ilya e Emilia Kabakov, Pascal Marthine Tayou, Hiroshi Sugimoto, Lee Ufan, Roni Horn, Miroslaw Balka, sono dislocate fra la moderna cantina e il complesso composto dalle antiche cantine, dalle ville settecentesche con le relative cappelle, i giardini e le vigne che circondano il borgo (www.castellodiama.com). 

GIARDINO VIAGGIO DI RITORNO - CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

Il giardino di valore simbolico ma soprattutto ecologico è opera del bioarchitetto Rodolfo Lacquaniti. Egli ha utilizzato scarti raccolti nell’ambiente, come lamiere e bottiglie, tubi e vestiti, recuperandoli e trasformandoli in componenti per nuove figure che “ritornano” a popolare il paesaggio costiero maremmano. In questo modo le opere vivono di nuovo come elementi della natura che si rigenerano ciclicamente e recuperano, insieme a forme plastiche e monumentali, lo spirito ludico e il carattere spensierato tipico dell’infanzia, trasformando il complesso sperimentale in un luogo estetico ideale per perdersi e ritrovarsi, incantati come bambini.

ARTLANDS - CAMPI BISENZIO - LASTRA A SIGNA - SIGNA - PRATO

Il progetto sperimentale è stato ideato e realizzato dal biologo Carlo Scoccianti, impegnato dal 1996 nel recupero di zone umide della piana fiorentina fra l’aeroporto e la confluenza dei fiumi Arno e Bisenzio, e fra Prato e Poggio a Caiano, dove emergono oggi inedite esperienze ideative e creative legate al paesaggio e all’ecologia dei luoghi. Le “nuove forme di costruzione del territorio” proposte da Scoccianti e collegate alla bonifica di aree degradate e alla realizzazione di nuove casse alluvionali, coniugano aspetti di Land Art, architettura del paesaggio ed ecologia applicata per la conservazione delle specie viventi: scienza, tecnica e arte sono poste al servizio di una natura da riscoprire.


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