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Michelangelo's David, Galleria dell’Accademia di Firenze

text Francesca Lombardi photo Niccolò Rastrelli

10 Aprile 2026

Alla scoperta di Michelangelo a Firenze

Con il direttore del nuovo polo museale Andreina Contessa

A Firenze da questa primavera la più significativa collezione al mondo di opere scultoree di Michelangelo Buonarroti è visibile seguendo un unico straordinario itinerario che attraversa i luoghi d’arte più iconici della città. Per noi guida d’eccezione di questo viaggio Andreina Contessa direttore del nuovo istituto museale che nasce dall’unione di sette luoghi - Galleria dell’Accademia di Firenze, i Musei del Bargello, Cappelle Medicee, Orsanmichele, Palazzo Davanzati, Casa Martelli, San Procolo - sotto un’unica direzione. La meravigliosa potenza del David, l’elegante rotondità del giovanile Bacco ebbro che diventa fierezza spigolosa in Bruto, una dolcissima Madonna con Bambino, il messaggio struggente dei non finiti Prigioni e del David-Apollo… sono le opere di un percorso tematico dedicato a Michelangelo pensato per inaugurare questa nuova stagione museale, finalmente accessibili in un’unica soluzione, dove a condurvi saranno la bellezza e l’equilibrio che hanno ispirato l’umanità per secoli. Un solo biglietto per attraversare il corridoio dei Prigioni che porta alla Tribuna del David, il Bargello e non ultime le Cappelle Medicee.

Andreina Contessa, direttore del nuovo istituto museale che nasce dall’unione di sette luoghi

Il nuovo polo riunisce istituti molto diversi per storia e identità. Qual è la sfida principale nel trasformare questa pluralità in un progetto unitario?

La sfida consiste nel riorganizzare e fare funzionare questo nuovo grande museo, valorizzando la pluralità delle sedi all’interno di una narrazione comune e di offrire al pubblico una lettura integrata del patrimonio artistico e culturale fiorentino. La gestione coordinata e la visione culturale condivisa aprono una nuova fase di riorganizzazione del sistema, che interessa diversi ambiti dell’attività museale: oltre ai biglietti unificati e a orari condivisi, interventi di restauro e riallestimento, nel rispetto dell’identità e della specificità di ciascun museo. Un altro fattore importante è quello del tempo: il visitatore avrà a disposizione più giorni per gustare e godere della visita nelle differenti tappe nel tessuto urbano fiorentino.

Negli ultimi anni la scultura sta vivendo un rinnovato interesse internazionale. Firenze può tornare a essere un punto di riferimento mondiale per la statuaria?

In epoca rinascimentale Firenze è stata uno dei centri mondiali della scultura, che vide all’opera artisti come Donatello, Verrocchio, Michelangelo, Giambologna. Un ritorno di attenzione verso la scultura oggi potrebbe costituire una strategia culturale e critica e anche una opportunità di confronto diretto, ma non può esimersi dal dialogo con l’enorme peso della tradizione. Alcuni artisti contemporanei hanno già lavorato su questo, attraverso la citazione del non-finito michelangiolesco, l’uso del frammento, la reinterpretazione del monumento. Certo, a livello urbano, tale tipo di scultura crea senza dubbio una tensione visiva e concettuale tra patrimonio e contemporaneità. Per questo va operato con grande intelligenza. La scultura contemporanea può avere un tratto caratteristico, quello di occupare lo spazio pubblico. E quindi può essere utile a Firenze per riattivare piazze e cortili storici e per generare nuovi percorsi urbani e turistici, come è stato già fatto in piazza della Signoria e nello spazio antistante San Lorenzo.

Dettaglio del Bacco di Michelangelo, scultura conservata al Museo del Bargello di Firenze

Il Bargello in particolare sembra ‘il cuore’ di questa identità scultorea. È così?

Basta addentrarsi nel Salone di Donatello, cuore pulsante del Bargello, per comprendere che ci troviamo nel tempio della scultura italiana del Quattrocento. Il David in bronzo di Donatello, innovativo per la sua quasi femminea e spavalda sensualità, costituisce la prima grande scultura a tutto tondo in bronzo del Rinascimento, e attesta il ripensamento dell’arte antica attraverso una nuova libertà espressiva. Il David del Verrocchio, preludio alle ricerche del pieno Rinascimento, incarna la svolta verso una scultura più dinamica e attratta dall’osservazione del vero. Le opere di Donatello e Verrocchio mostrano come la scultura rinascimentale abbia progressivamente integrato studio dell’antico, osservazione del reale, studio prospettico e interpretazione individuale, trasformando irrevocabilmente il linguaggio plastico dell’epoca. E stiamo giusto parlando di una sola sala del Bargello, massimo collettore delle arti del Medioevo e del Rinascimento, famoso per l’enorme ricchezza delle sue collezioni: oltre 40.000 oggetti d’arte.

Il primo degli itinerari che ha pensato per vivere una esperienza unitaria del nuovo istituto è dedicato a Michelangelo. Come si snoda questo percorso?

Il Bargello ospita diverse opere di Michelangelo: il giovanile Bacco ebbro, ma anche il Tondo Pitti che raffigura la Madonna col Bambino con le prime sperimentazioni del non-finito in chiave di resa atmosferica, il Bruto e il David-Apollo. Tra le pertinenze del Bargello inoltre va annoverato anche il Museo delle Cappelle Medicee, dove si può ammirare uno dei maggiori capolavori di Michelangelo, la Sagrestia Nuova, una cappella da lui progettata e realizzata nell’architettura e nelle sculture sotto il patronato della famiglia Medici. Qui troviamo la scultura monumentale di Michelangelo inserita in una sobria ed elegante architettura rinascimentale: i due monumenti funebri di Giuliano duca di Nemours e Lorenzo duca di Urbino. E non si può non soffermarsi di fronte alla fiera e delicata bellezza della Madonna Medici. Se a queste opere aggiungiamo il David dell’Accademia, dove si ammiriamo i Prigioni originariamente destinati alla tomba di papa Giulio II a Roma, e gli Schiavi, le sculture non finite di Michelangelo Buonarroti, alle quali seguono il San Matteo e la Pietà di Palestrina, possiamo conoscere con questo itinerario tutte le maggiori fasi dell’opera scultorea del grande maestro e della sua riflessione continua sul senso, sulla materia dell’arte e il silenzio della pietra.

Ci svela i prossimi passi di questa straordinaria unificazione?

I nostri primi obiettivi sono già realtà: la bigliettazione unificata, gli itinerari tematici e l’attenzione all’esperienza del visitatore, che favoriscono una fruizione più lenta, distribuita e inclusiva del patrimonio, in dialogo costante con la città. Il museo va inteso a mio avviso come un organismo: interventi di conservazione, rifunzionalizzazione energetica, aggiornamento dei percorsi e sperimentazione di nuovi linguaggi accompagneranno la trasformazione dell’istituzione nel tempo. Tra i più urgenti, a mio avviso, il rinnovamento nello stile e della narrazione dell’ingresso al Bargello e della Sala dedicata a Michelangelo e alla scultura del Cinquecento.

C’è forse un intento educativo al bello?

Credo profondamente nel valore intrinseco di esperire la bellezza che parla a ciascuno a diversi livelli e comunica una consapevolezza estetica di infinito valore. Credo altrettanto chiaramente che fareesperienza di una serie di luoghi bellissimi come i nostri musei,che trasudano storia e arte, costituisca un momento formativo prezioso e unico. I musei si pongono come cerniera tra altri tempi e il nostro presente. Esperirne la bellezza significa fare posto nella nostra esistenza alla presenza di un altro tempo all’interno del nostro tempo, di un altro mondo all’interno del nostro mondo.

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