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Calcio Storico Fiorentino

Ilaria Ciuti

18 Dicembre 2019

Il Calcio Storico Fiorentino

Cinquanta minuti di sola passione. Sabato 11 giugno 2016

Sono cinquanta minuti di forza, passione, sudore, fatica e combattimento, giocati nelle sgargianti livree di un tempo, presto trasformate in accaniti torsi nudi che si dibattono con tenacia e furore su uno spesso tappeto di sabbia che attutisce i colpi delle cadute ma al tempo stesso rende pesanti i movimenti.

La posta è la "caccia", come si dice del pallone che finisce nella porta avversaria.
Dante non ne parla, segno che ai suoi tempi il torneo non si giocava, visto che la sua opera è anche una formidabile enciclopedia dell’epoca. Ma si sa che già nella seconda metà del Quattrocento i giovani fiorentini giocavano il calcio per piazze e strade, addobbati delle loro colorate livree.

Piano piano si passò a usare le piazze più importanti della città, da piazza Santo Spirito, a Santa Maria Novella, a Santa Croce. E il calcio storico iniziò a essere uno degli intrattenimenti usati soprattutto nel periodo di carnevale o in occasione di ricorrenze speciali. Si trattò da subito di un gioco duro in cui i giovani nobili si cimentavano per fare bella figura di fronte alle nobildonne. Fu però in Santa Croce, dove tuttora il torneo si svolge, che si giocò la partita memorabile, la prima di cui si ha una vera notizia ufficiale e che rimase poi nella storia a far data di inizio della tradizione.

Sul campo rettangolare diviso in due quadrati perfetti, le due squadre di 27 calcianti per parte iniziano a contendersi la palla dopo lo sparo delle colubrine e in onore al magnifico messere che assiste dagli spalti.

Sono ammessi colpi quasi di ogni genere e il giudice-arbitro aiutato dai suoi sei guardalinee, dirige la partita non senza sforzo. I calcianti devono superare lo sbarramento avversario e mandare il pallone dentro la rete che occupa tutta la larghezza del campo. L’errore costa un punto all’altra squadra.

Ogni punto è una caccia e ogni due mezze cacce i giocatori cambiano campo. A ogni caccia fatta dalla squadra del cuore dagli spalti davanti alla basilica di Santa Croce impazziscono mortaretti e candelotti del colore per cui si fa il tifo. Alla squadra che vince la finale del 24 giugno viene data in premio una vitella bianca che un tempo si macellava e ora è simbolica, più il "cencio", come si chiama il dipinto di un pittore fiorentino.

Ogni squadra è contrassegnata da un colore, all’inizio erano due, ma presto diventarono quattro e tante sono ancora: i Bianchi di Santo Spirito, i Rossi di Santa Maria Novella, i Verdi di San Giovanni e gli Azzurri di Santa Croce

La prima semifinale è in programma sabato 11 giugno alle 17 e vedrà in campo i Verdi di San Giovanni contro i Bianchi di Santo Spirito; nella seconda gara, domenica 12 giugno alle 17, scenderanno invece in campo i Rossi di Santa Maria Novella contro gli Azzurri di Santa Croce. Finale venerdì 24 giugno.

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