Le chiese più belle di Firenze da visitare assolutamente
Basiliche e capolavori da non perdere per ammirare e scoprire tutta la bellezza in città
A Firenze la bellezza è sempre stata una magnifica tenzone, nella quale le Corporazioni più importanti e le ricche famiglie nobili si alternavano in campo per lasciare traccia indelebile del loro passaggio terreno: l’Arte della Lana per gli albori del Duomo, una cordata di Corporazioni in Orsamichele, ma anche i Rucellai in Santa Maria Novella e i Medici per la superba Cappella dei Principi…solo per citare alcuni esempi. Sotto queste volte, sorrette da colonne e capitelli, mille storie che appassionano come un romanzo, a cui fa da quinta una città unica per fascino e bellezza. Entriamo nelle magnifiche cattedrali, simbolo di una partecipazione religiosa ma anche scrigni di cultura e arte.
Se cerchi i musei da visitare assolutamente a Firenze, clicca qui; mentre qui trovi 20 bellissimi monumenti da vedere all'aperto. Qui, invece, un tour tra le chiese meno conosciute ma che meritano una visita in città.
Duomo (Santa Maria del Fiore)
È d’obbligo iniziare da Santa Maria del Fiore: il complesso della cattedrale include il Battistero (qui puoi leggere il nostro approfondimento), di origine medievale, e il Campanile di Giotto. I tre edifici fanno parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
La costruzione del Duomo Di Firenze inizia nel 1296 sulle fondamenta di una cattedrale precedente dedicata a Santa Reparata su progetto di Arnolfo di Cambio: tre ampie navate che terminano sotto una cupola ottagonale. Dopo la morte di Arnolfo nel 1302 si procede a rilento, finché nel 1331 l’Arte della Lana commissiona a Giotto la supervisione dei lavori. Assistito da Andrea Pisano,Giotto proseguì il lavoro di Arnolfo: il suo contributo maggiore è la realizzazione del magnifico campanile.Quando muore nel 1337, Andrea Pisano gli succede fino allo scoppio della Peste Nera nel 1348. Dal 1349 Francesco Talenti termina il campanile di Giotto e amplia il progetto originale, includendo l’abside e le cappelle laterali. Nel 1418 solo la cupola è incompleta: è rimasta tale per 122 anni
Con il suo diametro di 45,5 metri e un’altezza totale di più di 116 metri, è la più grande volta in muratura del mondo. Viene tra il 1420 e il 1436 da Filippo Brunelleschi, seguendo il progetto da lui presentato al concorso indetto dall’Opera nel 1418.
Vicende diverse interessano la facciata: il progetto originale - di Arnolfo ma realizzato solo in parte da diversi artisti, tra cui Andrea Orcagna e Taddeo Gaddi - viene smantellato nel 1587-88 dall’architetto Bernardo Buontalenti per ordine del Granduca Francesco I de’ Medici. La nuova facciata viene completata solo nel 1887 su progetto di Emilio De Fabbris, in stile Neogotico con un tripudio di marmi in bianco, verde e nero. Della facciata originale si conserva una ricostruzione in scala 1:1 nel vicino Museo dell’Opera del Duomo, dove sono conservate anche le originali statue cinquecentesche e tre delle porte originali del Battistero in uno splendido allestimento.
L’interno di Santa Maria del Fiore ha dimensioni enormi: 153 metri di lunghezza e 38 di larghezza che diventano 90 all’incrocio col transetto. Il duomo di Firenze contiene il più importante complesso di vetrate realizzato in Italia tra il XIV e il XV secolo, realizzate dai più grandi artisti fiorentini del medioevo, come Donatello, Lorenzo Ghiberti, Paolo Uccello e Andrea del Castagno.
La Cupola è un capolavoro anche internamente, con il ciclo di affreschi del Vasari che raccontano per immagini il Giudizio Universale (guardate qui il nostro video per scoprire tutti i segreti di quest'opera meravigliosa).
Santa Maria Novella
Santa Maria Novella nasce dalle ceneri di Santa Maria tra le Vigne, un oratorio fuori città dove nei primi decenni del '200 s'insediarono i domenicani. Si racconta fosse stato san Domenico stesso a sceglierla, a ovest. Esattamente dalla parte opposta dove si erano insediati i seguaci di san Francesco.
La chiesa venne costruita prima con orientamento Est-Ovest, come voleva la tradizione. Ma poi visto che le prediche di Pietro da Verona, ex cataro, erano così seguite e affollate che il comune dette ai frati l'area verso l'Arno. Così, negli anni 1276-77 fu iniziata la costruzione della prima grande chiesa gotica cittadina con le sue volte a crociera, i suoi pilastroni possenti, le sue vetrate istoriate e i suoi affreschi
La parte inferiore della facciata in marmo bianco, verde e rosso si ritiene sia stata eseguita dall’architetto domenicano, fra Iacopo Talenti da Nipozzano. La parte superiore fu completata solo cento anni più tardi, nel 1470, da Leon Battista Alberti, con le sue particolari decorazioni geometriche che rappresentano l’emblema di una vela al vento, simbolo della famiglia di ricchi mercanti Rucellai. Lo stesso simbolo, che si può vedere sulla facciata del palazzo e della loggia Rucellai, nonché sul tempietto del Santo Sepolcro in San Pancrazio, compare anche sui pilastri angolari. Sull'architrave superiore campeggia un'iscrizione che ricorda il benefattore e un simbolico anno di completamento (appunto il 1470): IOHA(N) NES ORICELLARIUS PAV(LI) F(ILIUS) AN(NO) SAL(VTIS) MCDLXX (Giovanni Rucellai, figlio di Paolo).
Il vasto e grandioso interno è un vero scrigno d’arte che include affreschi del Ghirlandaio, Filippino Lippi e Andrea Orcagna, il grande crocifisso di Giotto e la famosa divina Trinità del Masaccio. Molti di questi capolavori nei restauri ottocenteschi dopo che il Vasari aveva attuato la riorganizzazione delle Chiese conventuali voluto da Cosimo I secondo i dettami del Concilio di Trento. Queste chiese avevano lo spazio dei frati distinto da quello dei laici e diviso da una parete, il tramezzo, che copriva l'altare. Inaccettabile dalla Controriforma e che porterà Cosimo I, certo di ottenere così il titolo di granduca dal papa, a adeguarsi immediatamente. Intorno al transetto si sviluppano le cappelle: la Cappella Maggiore o Cappella Tornabuoni si trova al centro della chiesa dietro l'altare maggiore. Il Crocifisso centrale è un'opera del Giambologna. Il coro conserva un importantissimo ciclo di affreschi di Domenico Ghirlandaio, al quale probabilmente lavorò anche un giovanissimo Michelangelo Buonarroti, allora nella sua bottega. Le vetrate policrome furono eseguite nel 1492 da Alessandro Agolanti su disegno di Ghirlandaio.
A destra della Cappella Maggiore la Cappella di Filippo Strozzi conserva uno straordinario ciclo di affreschi di Filippino Lippi, con storie delle vite di San Filippo apostolo e San Giovanni evangelista (terminato prima del 1502). La Cappella Bardi, dedicata a san Gregorio, è la seconda a destra e appartenne alla Compagnia della Laudi di Santa Maria Novella. La Cappella Rucellai si trova in posizione rialzata in fondo al braccio destro del transetto e risale al Trecento. Vi è conservata una statua marmorea di Madonna con bambino di Nino Pisano, della metà del XIV secolo. A sinistra della cappella maggiore si trova la Cappella Gondi, disegnata da Giuliano da Sangallo (1503), dove è conservato il Crocifisso di Filippo Brunelleschi, l'unica scultura lignea conosciuta del grande architetto fiorentino. Segue la Cappella Gaddi, di Giovanni Antonio Dosio (1575-1577), ammirata dai contemporanei come la prima cappella fiorentina incrostata a commesso di marmi e pietre dure. Vi si trovano dipinti e affreschi del Bronzino e del suo allievo Alessandro Allori, oltre a bassorilievi di Giovanni Bandini. In fondo al braccio sinistro del transetto, in posizione rialzata simmetricamente alla Cappella Rucellai, si trova la Cappella Strozzi di Mantova, per distinguerla da quella di Filippo Strozzi. Anche questa è coperta di affreschi pregevoli, che risalgono al 1350-57, fra le migliori opere di Nardo di Cione (fratello di Andrea Orcagna). Nell'ultimo anno una importante novità: Santa Maria Novella ospita i nuovi depositi dei musei civici fiorentini, uno spazio che è quasi un museo dove ammirare tante opere d’arte finora rimaste celate al pubblico per mancanza di spazi adeguati per la loro fruizione. I depositi sono ospitati in una parte dell'edificio che delimita il braccio occidentale del Chiostro Grande. In questi antichi ambienti si sono susseguite molteplici funzioni nel corso dei secoli. I depositi occupano una superficie di 1100 metri quadrati, disposti su tre piani.
Depositi Musei Civici Il biglietto per il Complesso di Santa Maria Novella è acquistabile senza prenotazione direttamente presso la biglietteria della Basilica il giorno della visita senza prenotazione. Chi desidera la prenotazione, al momento, deve procedere all'acquisto dei biglietti sul sito del Museo di Santa Maria Novella. qui troverete anche gli orari di visita che sono diversi nei giorni festivi e feriali. Il nostro consiglio: visitatela nelle ore e nei mesi di maggior afflusso turistico, quando la piazza antistante e la stazione si riempiono di gente. La visita avrà il sapore unico di una figa dal caos
Qui il nostro itinerario approfondito della Basilica di Santa Maria Novella!
Piazza Santa Maria Novella (ph. Helene Vallet)Santa Croce
La basilica di Santa Croce è una delle massime realizzazioni del gotico in Italia e tempio dell’Itale glorie per le numerose sepolture di sommi artisti, letterati e scienziati che racchiude. Da vedere? Basterebbe la Cappella dei Pazzi, in fondo al chiostro. Ma non ci possiamo fermare qui se nella Cappella Niccolini, Stendhal ebbe un malore, divenuta poi la sua celebre sindrome, e De Chirico, appena uscito da una lunga convalescenza, seduto su una panchina antistante la facciata dipinse il suo primo quadro metafisico, L’enigma di un pomeriggio d’autunno. Una curiosità all’interno: una Lady Liberty nostrana, in tutto simile a quella di NY firmata dallo scultore fiorentino Pio Fedi. Si azzardano delle ipotesi: nel 1875 a Firenze la star del momento è lo scultore viterbese ma ormai adottato dalla città, Pio Fedi, reduce del gran successo avuto col Ratto di Polissena. A lui viene affidato il progetto di un solenne monumento funebre in omaggio al drammaturgo Giovan Battista Niccolini da collocare sulla tomba nella basilica di Santa Croce. Il bozzetto in gesso di Pio Fedi mostra una figura femminile drappeggiata che stringe in mano una corona di alloro, una chiara allegoria della Poesia.
Negli stessi anni, durante un viaggio a Firenze, il celebre architetto francese Eugene Viollet le Duc è accompagnato dal suo miglior allievo: Frédéric-Auguste Bartholdi.
Non sappiamo se i due architetti francesi abbiano mai avuto contatti con Pio Fedi, ma sono tutti legati a logge massoniche, un loro incontro a Firenze risulta quindi abbastanza probabile. Nel 1877 La Libertà della Poesia di Pio Fedi è già terminata ma a causa di alcuni problemi comunali resta per vari anni chiusa nel suo atelièr in Via dei Serragli, fino a quando, nel maggio del 1883 viene finalmente posizionata nella Basilica di Santa Croce e inaugurata. Tre anni dopo un’altra importante inaugurazione su una piccola isoletta all’entrata del porto sul fiume Hudson al centro della baia di Manhattan mostra una seconda imponente statua, firmata Bartholdi appunto, che i francesi hanno donato all’America in commemorazione della dichiarazione d’Indipendenza di un secolo prima.
Sempre aperta dalle 9.30 alle 17.30, solo la domenica si può visitare dopo le 12.30. I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del complesso monumentale oppure online.
Qui il nostro itinerario approfondito della Basilica di Santa Croce!
Santa Croce (ph. Pierpaolo Pagano)Santa Maria del Carmine
La Chiesa che domina l’omonima piazza nel quartiere di Oltrarno fu fondata da un gruppo di frati giunti da Pisa nel 1268. Il lavori vengono portati avanti con il contributo delle famiglie fiorentine più facoltose e terminano solo nel 1475, lasciando la facciata incompiuta come la vediamo oggi. Modificata alla fine del '500 su progetto di Vasari e per volere di Cosimo I, sulla base dei dettami imposti dal Concilio di Trento, viene distrutta da un terribile incendio nel 1771. Ne sono risparmiate l’antica Sagrestia (decorata da affreschi dell’inizio del Quattrocento), la Cappella Brancacci e la Cappella Corsini (1675-1683), raro esempio di barocco romano a Firenze. Entro pochi anni la chiesa viene completamente rinnovata in stile tardo-barocco, assumendo l’aspetto che la caratterizza ancora oggi.
Il celebre ciclo di affreschi della cappella fondata dalla famiglia Brancacci nel tardo Trecento nell'omonima Cappella, si deve al ricco mercante Felice Brancacci che li commissiona nel 1423, di ritorno dall’Egitto. Alle Storie di San Pietro, santo a cui era in origine intitolata la cappella, lavorano insieme Masolino e Masaccio; a causa della partenza del primo per l’Ungheria e del secondo per Roma, nel 1427 gli affreschi rimangono però incompiuti. In seguito all’esilio del Brancacci (1436), caduto in disgrazia per le sue simpatie antimedicee, i frati del convento fanno cancellare i ritratti di tutti i personaggi legati alla sua famiglia. Soltanto negli anni 1481-1483 Filippino Lippi completerà le scene mancanti.
Gli orari della Chiesa sono: feriale: 10 - 17. Chiuso il martedì.
Domenica e festività religiose infrasettimanali: 13-17. La biglietteria chiude 45 minuti prima del museo
Per la Cappella Brancacci trovate qui le novità sul percorso di visita e sugli orari.
Chiesa di Santa Maria del CarmineChiesa di Santo Spirito
Sempre in Oltrarno, una delle principali basiliche del primo Rinascimento: Santo Spirito, ultimo capolavoro di architettura rinascimentale firmato Filippo Brunelleschi. Le sue colonne in pietra serena decorate con capitelli corinzi, dividono lo spazio raggiungendo un perfetto equilibrio. Le volte a vela che fermano l’occhio in una prospettiva snella e armoniosa trasmettono una sensazione di libertà e pace. Uno degli artisti che ha maggiormente contribuito alla maestosità della chiesa fu Michelangelo, che durante il suo percorso di studi giovanili ricevette la possibilità di godere dello splendore della basilica fino a trarne ispirazione per una delle sue opere più significative, il Crocifisso Ligneo. La passeggiata nella Basilica inizia dalla navata destra, dove incontriamo artisti come Pier Francesco Foschi, Jacopo Sansovino, Giovanni Baratta. Spostandosi verso il transetto ci troviamo davanti a otto cappelle collocate secondo uno schema architettonico classico. L’opera che risalta a primo impatto e sicuramente collocata nella cappella Nerli: la Pala Nerli, Madonna con bambino e i santi Giovannino, Martino e Caterina d’Allesandria) di Filippo Lippi, che raffigura una veduta del quartiere storico di San Frediano, è sicuramente una delle opere più famose all’ interno della basilica. Continuando nel percorso ci imbattiamo in una delle cappelle più maestose della basilica, quella dei Frescobaldi, Cini, Dainelli da Bagnano. Al suo interno si collocano la pala di Cristo e l’Adultera di Alessandro Allori, firmata e datata 1577, con il ritratto della famiglia Da Bagnano nella predella. Di grande impatto anche la Cappella Corbinelli, che mostra tutta la raffinatezza e il virtuosismo di Andrea Sansovino con l’unione di architettura e scultura. . Il percorso all’interno della basilica si conclude con la navata sinistra che accoglie opere di artisti della levatura di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio, Taddeo Landini fino a Pier Francesco Foschi, con il quale si conclude la nostra passeggiata all’interno della basilica.
Il complesso monumentale di Santo Spirito offre, inoltre, uno spazio esclusivo dedicato al percorso museale agostiniano dove è conservato il Crocifisso michelangiolesco. Per volontà della Comunità Agostiniana di Firenze, la Basilica è sempre accessibile gratuitamente, quando non sono in corso celebrazioni liturgiche, che hanno priorità sulla visita. per gli orari di visita consultare il sito
Qui il nostro itinerario approfondito della Basilica di Santo Spirito!
Santo SpiritoSan Lorenzo
Nel pieno centro di Firenze, a pochi passi dal mercato di San Lorenzo e dal continuo movimento delle strade cittadine, si trova uno dei luoghi più importanti e affascinanti della storia fiorentina: la Basilica di San Lorenzo. A prima vista potrebbe persino sembrare più discreta rispetto ad altri monumenti della città, come il Duomo o Santa Croce, ma basta varcarne la soglia per capire di essere davanti a un edificio che racchiude secoli di arte, potere e spiritualità.
San Lorenzo è infatti una delle chiese più antiche di Firenze: la prima costruzione risale addirittura all’epoca paleocristiana, quando la città stava ancora assumendo la forma che oggi conosciamo. Tuttavia, la basilica che vediamo oggi è il risultato di un grande progetto rinascimentale, nato nel Quattrocento, quando Firenze era il centro culturale più avanzato d’Europa.
Il rinnovamento della chiesa fu affidato a Filippo Brunelleschi, lo stesso genio che progettò la celebre cupola di Santa Maria del Fiore. Entrare in San Lorenzo significa quindi entrare in un luogo in cui il Rinascimento si manifesta in modo chiaro: non attraverso l’eccesso decorativo, ma attraverso l’armonia delle proporzioni e la perfezione delle geometrie. L’interno appare luminoso e ordinato, scandito da colonne e archi che sembrano quasi guidare lo sguardo in un percorso naturale. È un’architettura che trasmette equilibrio e razionalità, come se ogni elemento fosse stato pensato per dare un senso di calma e misura.
La basilica è legata in modo fortissimo alla famiglia dei Medici, i grandi protagonisti della storia fiorentina. Non furono soltanto banchieri e politici, ma veri e propri “mecenati”, cioè protettori delle arti. Per i Medici, San Lorenzo divenne quasi una chiesa di famiglia, un luogo simbolico in cui affermare il proprio ruolo e la propria grandezza.
Proprio per questo, visitare San Lorenzo non significa soltanto osservare una chiesa, ma esplorare una parte fondamentale dell’identità di Firenze. Uno degli spazi più interessanti è la Sagrestia Vecchia, progettata ancora da Brunelleschi: un ambiente che rappresenta uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale. Qui tutto è costruito secondo un rigore matematico perfetto: forme semplici, volumi armoniosi e una bellezza che nasce dall’ordine.
Sul retro della chiesa, con accesso su piazza Madonna degli Aldobrandini, si aprono le grandiose Cappelle Medicee emblematica realizzazione dell'auto celebrazione della famiglia fiorentina.
Ed è qui che si compie un altro salto emotivo e artistico. La Sagrestia Nuova, opera di Michelangelo Buonarroti è uno spazio intenso e drammatico, carico di significati. Michelangelo non si limita a costruire un ambiente architettonico, ma crea quasi una scena teatrale dedicata alla memoria e al tempo. Qui si trovano le tombe di alcuni membri importanti dei Medici, decorate con statue celeberrime come il Giorno e la Notte, l’Aurora e il Crepuscolo. Queste figure non sono solo sculture decorative: rappresentano il trascorrere inevitabile della vita, il destino umano e la fragilità del potere di fronte al tempo.
A pochi passi dalla basilica si trova poi la maestosa Cappella dei Principi, un luogo decisamente più sontuoso. Qui l’atmosfera cambia completamente: lo stile è più ricco, quasi monumentale, e l’intento è evidente. Se Brunelleschi esprimeva la purezza della forma e Michelangelo la profondità del pensiero, la Cappella dei Principi è una celebrazione del potere mediceo. Marmi colorati, decorazioni preziose e un senso di grandezza quasi regale: tutto sembra pensato per impressionare e per trasmettere l’idea che la famiglia Medici fosse destinata a lasciare un segno eterno nella storia.
Accanto a questo complesso straordinario si trova anche la famosa Biblioteca Medicea Laurenziana, un altro capolavoro progettato da Michelangelo. La biblioteca è famosa soprattutto per il suo vestibolo e la sua scalinata, considerata una delle creazioni più originali dell’architettura del Cinquecento. Qui Michelangelo rompe l’equilibrio classico del Rinascimento e sperimenta forme nuove, più dinamiche, quasi inquietanti, anticipando in parte lo stile manierista.
San LorenzoPer visitare il Complesso di San Lorenzo conviene ricordare che non si tratta di un unico ingresso: la Basilica, le Cappelle Medicee e la Biblioteca Laurenziana hanno accessi e biglietti diversi. Nei periodi di massimo flusso turistico è consigliata la prenotazione.
La Basilica di San Lorenzo è generalmente aperta dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 17:30 (con ultimo ingresso nel tardo pomeriggio). È consigliabile controllare sempre eventuali variazioni legate a celebrazioni religiose o festività.
Per acquistare direttamente il biglietto online per la visita della Basilica e delle aree annesse (come Sagrestia Vecchia e chiostri) puoi usare questa pagina ufficiale:
Le Cappelle Medicee, che comprendono la Sagrestia Nuova di Michelangelo e la Cappella dei Principi, si visitano invece con ingresso separato e con un biglietto dedicato.
Stanza Segreta di Michelangelo
Un elemento recente e molto affascinante del complesso è la Stanza segreta di Michelangelo, un piccolo ambiente sotterraneo sotto la Sagrestia Nuova che conserva disegni attribuiti al maestro e che sarebbe stato utilizzato da Michelangelo stesso come rifugio durante un periodo di tensioni politiche nel 1530.
La Stanza segreta è accessibile solo su prenotazione e la visita dura circa 15 minuti in gruppi molto piccoli (massimo quattro persone per fascia oraria), proprio per proteggere il delicato ambiente e i disegni.
Gli orari tipici di apertura sono i seguenti:
Lunedì: pomeriggio (circa 15:00, 16:30 e 18:00)
Mercoledì: mattina e pomeriggio (con diverse fasce orarie, ad esempio 9:00, 10:30, 12:00, 13:30, 15:00, 16:30, 18:00)
Giovedì: mattina e prima parte del pomeriggio (ad esempio 9:00, 10:30, 12:00, 13:30, 15:00)
Venerdì: pomeriggio (ore come 15:00, 16:30, 18:00)
Sabato: mattina e pomeriggio (orari simili a mercoledì).
Poiché la visita alla Stanza segreta richiede una prenotazione obbligatoria e anticipata — e spesso i posti sono limitati e si esauriscono con largo anticipo — è consigliabile prenotare per tempo. I biglietti per la visita della Stanza segreta comprendono anche l’ingresso alle Cappelle Medicee. È possibile prenotarli tramite il sito ufficiale di biglietteria B-Ticket (Ministero della Cultura) alla pagina: https://www.b-ticket.com/b-ticket/firenzemusei/info_venue_stanzasegreta.aspx.html.
Chiesa di San Miniato al Monte
Costruita tra XI e XIII secolo, l’esterno dell’abbazia è decorata con marmi verdi e bianchi in disegni geometrici, simili a quelli della facciata di santa Croce e Santa Maria Novella. L’interno è in stile romanico con tre navate. Dal piazzale antistante si può godere di un bellissimo panorama di Firenze, dal Duomo a Palazzo Vecchio, alle mura che circondavano Firenze.
Orari di apertura per la visita: lunedì-sabato 9:30-13:00; 15:30-19:00. Domenica 8:15-13:00; 15:30-19:00
Orari delle celebrazioni eucaristiche: domenica e festività: 8:30, 10:00, 11:30 e 17:30
La celebrazione delle 17:30 è in latino e in canto gregoriano
Giorni feriali: 18:00, in latino e in canto gregoriano. Ogni pomeriggio alle 18:30 la comunità monastica celebra i vespri in latino e in canto gregoriano
Solo durante le celebrazioni liturgiche la Basilica non è visitabile. L'ingresso è gratuito e non occorrono prenotazioni né per singoli visitatori, né per gruppi o gite scolastiche
Qui il nostro tour più approfondito all'interno della Chiesa di San Miniato al Monte!
San Miniato al Monte ph. Pierpaolo PaganoChiesa e Museo di Orsanmichele
Orsanmichele è uno dei luoghi più sorprendenti di Firenze, perché nasce con una funzione completamente diversa rispetto a quella che ha oggi. In origine, nel Trecento, era infatti un edificio pubblico destinato a conservare il grano, una sorta di magazzino cittadino fondamentale per l’economia e la sopravvivenza della popolazione. Solo in seguito venne trasformato in chiesa, dedicata a San Michele Arcangelo, assumendo un ruolo religioso sempre più centrale.
La sua fama è legata soprattutto alle antiche corporazioni fiorentine, le Arti, che commissionarono per le nicchie esterne una serie di statue monumentali raffiguranti i santi protettori dei vari mestieri. Tra le opere più celebri si ricordano il San Giorgio di Donatello, una delle sculture più simboliche del primo Rinascimento, e il San Giovanni Battista di Lorenzo Ghiberti, realizzato in bronzo con grande raffinatezza tecnica.
All’interno della chiesa, uno degli elementi più importanti è il grande tabernacolo gotico di Andrea Orcagna, che incornicia l’immagine sacra della Madonna, oggetto di devozione popolare. Nei piani superiori, oggi adibiti a museo, sono conservate molte delle statue originali un tempo collocate all’esterno, ora protette per ragioni di conservazione. Il nuovo allestimento, con la recente valorizzazione degli ambienti e della cosiddetta Sala delle Colonne, permette di ammirare queste opere in un contesto suggestivo e molto più vicino alla loro dimensione storica.
Per la visita, Orsanmichele è generalmente aperto dal lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 8:30 alle 18:30, mentre la domenica dalle 8:30 alle 13:30; il martedì è chiuso. Biglietti e prenotazioni sono disponibili tramite la biglietteria ufficiale online.
La chiesa di Orsanmichele con il tabernacolo dell’Orcagna (ph. Nicola Neri - Courtesy Musei del Bargello)