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Sfilata nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, 1955. Ph. Courtesy Archivio Foto Locchi
3 Gennaio 2020

Firenze e la Moda

Una liaison unica nel suo genere, che concorre alla nascita della moda internazionale

Quando Caterina De’ Medici arrivo in Francia non fu accolta bene: non era bellissima e non aveva con sé una dote consistente. Ma aveva classe e portò in Francia il suo savoir vivre e una naturale propensione per il bello a cui Firenze ci ha abituato. Caterina fece arrivare un esercito di cuochi dalla sua terra, e segnò l’inizio della cucina francese. Portò l’uso dei profumi personali, della biancheria, che per lei che amava andare a cavallo a lungo era un accessorio irrinunciabile.

Con lei, lontana da Firenze, si cominciò a parlare di moda nella sua patria di adozione. Ma il seme originale era rimasto qui e germogliò qualche secolo più tardi. Per essere precisi più che di moda bisogna parlare di prêt-à-porter e arrivare agli anni ’40, subito dopo la guerra. Nelle nostre città, le sartorie che creavano capi su misura aprivano delle piccole vetrine  sulla strada  con proposte di capi già pronti.

Firenze, meta di turisti e viaggiatori inglesi e americani, è un terreno fertile per la nascita dei primi buying offices italiani, avamposto dei department stores d’oltreoceano. Qui ci sono le materie prime, la sapienza artigianale,  un gusto innato per il bello che viene dal substrato culturale. Lo capisce perfettamente Giovanni Battista Giorgini, che entra subito nella stanza della regia di questa agile macchina della moda e non la lascerà per molti anni.

La consacrazione arriva il 12 febbraio 1951 a Villa Torrigiani, casa di Giorgini:  davanti alle compratrici e giornaliste americane sfilano le sorelle Fontana, Jole Veneziani, Fabiani, Pucci, Noberasco, Carosa e Schuberth. E’ un tripudio assoluto: per Giorgini e per la moda italiana, che con dinamismo, fantasia e qualità sorpassa quella francese.

Dal ’52 all’82 la Sala Bianca di Palazzo Pitti diventa main stage della moda in Italia e nel ’54 viene costituito a Firenze il Centro Italiano per la Moda Italiana, organismo nato per la promozione delle manifestazioni legate alla moda. Ma gli anni ’60 e le loro rivoluzioni cambiano rapidamente gli scenari: non è più il tempo delle egemonie e Milano e Roma reclamano ruoli ben definiti nell’industria della moda.

Firenze rimane un punto nevralgico, soprattutto per captare i trend più innovativi e anticonformisti. Nel 1972 nasce Pitti Uomo, a cui seguiranno Pitti Bimbo, Pitti Filati e Pitti Casa. Negli anni 1980 Firenze torna al centro, come snodo fondamentale dei grandi esperimenti fieristici.  Nel 1982 il CFMI crea il Centro Moda,  motore imprenditoriale dell’organizzazione. Nel 1988 il Centro Moda diventa Pitti Immagine. Oggi Pitti Immagine è una realtà che organizza 8 manifestazioni l’anno che vanno oltre la moda e coinvolgono il food e la profumeria artistica internazionale, concentrate a Firenze e Milano e porta in Italia i grandi compratori e la stampa da tutto il mondo. Ma questa è storia recente.  




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